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Redditi: Bongiorno al top, Trenta è la più “povera”

Il più ricco è sempre lui. Dentro o fuori dal Parlamento, Silvio Berlusconi è imbattibile. A dimostrarlo è la pubblicazione online dei redditi di parlamentari e ministri. Pur non essendo eletto, infatti, i suoi guadagni sono consultabili sul sito Parlamento.it in virtù del suo ruolo di leader di partito. E il suo 730 racconta che dal 2017 al 2018 il suo reddito imponibile è quasi raddoppiato, passando da 25 milioni a 48.011.267 euro.

Una vetta inarrivabile ma, come sempre, non mancano deputati e senatori che hanno introiti a sei cifre. Al primo posto c’è una new entry delle aule ma storico braccio destro del Cavaliere: Adriano Galliani per il 2018 dichiara infatti un guadagno di 10 milioni 698mila euro. Medaglia d’argento a un altro azzurro, Antonio Angelucci, re della sanità, che dichiara 6 milioni e 230mila euro, più del doppio dell’anno scorso.
La dichiarazione dei redditi più sostanziosa nel governo è invece quella del ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno con un imponibile di 2 milioni e 833 mila euro a cui va aggiunta la proprietà di quattro fabbricati a Roma, uno a Palermo e uno a Cefalù. Appena un gradino sotto un altro avvocato, l’azzurro Niccolò Ghedini che ha un reddito di 2 milioni e 112 mila euro.

Il premier, Giuseppe Conte, dichiara un guadagno di 370.314 euro. Tra i due vice la “gara” la vince Matteo Salvini che ha un imponibile di 102.492 euro «a titolo di esercizio del mandato di deputato al Parlamento europeo» e ulteriori 13.228 euro. Le entrate di Luigi Di Maio sono invece praticamente le stesse dello scorso anno: 98.471 euro. L’altra leader di partito presente in Parlamento, Giorgia Meloni, si ferma a 97mila euro. L’ex segretario Pd Matteo Renzi, invece, nell’anno sabbatico seguito alle dimissioni da premier è sceso a 28mila euro (era sopra i 100mila nell’anno precedente).
La dichiarazione dei redditi più scarna del governo è quella presentata dalla ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, che ha nel 2018 un reddito di poco più di 42mila euro.

Differenza notevole di imponibile tra i presidenti dei due rami del Parlamento: se infatti quello della Camera, Roberto Fico, guadagna 98.471, Elisabetta Alberti Casellati più del quadruplo: 414.206 euro.
Quasi impossibile, invece, stilare una classifica dei più poveri. Nelle fila M5S, infatti, ci sono deputati – come Davide e Piera Aiello – che non hanno nemmeno presentato la dichiarazione dei redditi. O chi, come Stefania Ascari, ha indicato un reddito complessivo per tutto l’anno di 211 euro e, ovviamente, zero reddito imponibile.
A spulciare le dichiarazioni dei redditi, si nota una passione in comune a molti politici: le auto. Il premier, infatti, possiede una Jaguar XJ6 del ’96, mentre il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, vanta una Fiat 500 del 1971. Parco macchine di tutto rispetto anche per il tesoriere di Forza Italia, Alfredo Messina, che risulta proprietario, tra l’altro, di una Bentley Continental Gt del 2012. Sia Luigi Di Maio che Giorgia Meloni, invece, hanno scelto una ‘Mini Cooper’ anche se il vice premier possiede un modello del 1993.

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