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Salvini: Raggi si dimetta, non è in grado si fare il sindaco di Roma

Volano gli stracci tra Lega e M5S, alle prese, la prima, con l’indagine per corruzione sul sottosegratrio con delega ai Trasporti Siri, e il secondo con l’esposto presentato contro Virginia Raggi dall’ex ad Ama Bagnacani. «Raggi non è in grado di fare il sindaco di Roma», torna ad attaccare Matteo Salvini, mentre la ministra degli Affari regionali Erika Stefani chiede le dimissioni del primo cittadino della Capitale.

«Io dico che Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali irregolarità, non faccio il pm e non faccio il giudice, decideranno loro se ci sono stati reati. Ma se un sindaco della città più importante d’Italia dice ‘i romani fuori dalla finestra vedono la merda’ e ‘ho la città fuori controllo’ è un giudizio politico il mio. Non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro faccia il sindaco», dice Matteo Salvini, intervistato a Porta a Porta, dopo la diffusione degli audio della sindaca Raggi. «Le dimissioni? Non le chiedono per polemica politica, ma se un sindaco dice ‘ho la città fuori controllo’, dico ‘amica mia cambia mestiere’. Pensavo che i 5 stelle a Roma facessero qualcosa di meglio. La prossima volta i romani sceglieranno qualcosa altro».

«Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare. Per coerenza con le regole del Movimento ci aspettiamo le sue immediate dimissioni». Lo dichiara il ministro degli Affari regionali Erika Stefani della Lega.

«Abbiamo appreso con sconcerto le ultime cronache relative all’amministrazione comunale di Roma e alla gestione di Ama. Notizie inquietanti che non possono lasciarci indifferenti: se quanto riportato dalle intercettazioni corrispondesse a verità, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita. Per rispetto delle regole interne del Movimento cui appartiene, sarebbe opportuno per il sindaco Raggi farsi da parte e presentare subito le dimissioni». Lo dichiarano Massimiliano Romeo, capogruppo Lega al Senato, e Riccardo Molinari, capogruppo Lega alla Camera.

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