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Via Crucis, il Papa: “I migranti trovano le porte chiuse per calcoli politici”

4441201_2354_papa_francescoPapa Francesco ha presieduto ieri sera il rito della Via Crucis al Colosseo, a Roma. Al suo arrivo è stato accolto dalla sindaca della capitale Virginia Raggi. Le «porte chiuse» ai migranti «a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici», «i piccoli feriti nella loro innocenza e nella loro purezza», ma anche una Chiesa divisa, che soffre gli assalti che arrivano non solo dall’esterno ma anche dall’interno. Sono «le croci del mondo di oggi», così come le ha elencate Papa Francesco al termine della Via Crucis.

Il Papa ha portato davanti alla croce di Cristo, in questo Venerdì Santo, anche gli anziani che vengono lasciati da soli, «abbandonati persino dai propri figli», le «famiglie spezzate dal tradimento», i consacrati che hanno perso la loro vocazione, «il loro primo amore», come lo ha definito il Papa. Ma ci sono anche le «nostre ipocrisie» di ogni giorno, le «nostre numerose promesse infrante». E nel giorno in cui tanti giovani sono scesi in piazza per richiamare l’attenzione sull’ambiente, sulla scia del movimento nato con la giovane attivista svedese Greta Thunberg, il Papa richiama anche i temi della sua enciclica Laudato sì, citando tra le croci quella «della nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere».

Il Papa ha pronunciato la sua preghiera al termine delle quattordici stazioni nel corso delle quali sono state scandite le meditazioni e le preghiere affidate a suor Eugenia Bonetti, una vita dedicata a strappare dalla schiavitù le ragazze vittime della tratta. E nella concretezza di chi tutti i giorni lavora per lenire le sofferenze di chi sta sulla strada, nelle preghiere è risuonato l’appello a pregare contro i tanti «muri» e «barriere», si è parlato delle bambine costrette a prostituirsi, della vita di degrado nelle baracche di periferia; si è pregato per i migranti che attraversano disperati il Mediterraneo diventato una «tomba d’acqua». A portare la croce alcune religiose che, come suor Bonetti, si occupano delle persone sfruttate, dalle missionarie della Consolata alle Canossiane, dalla Casa di Rut di Caserta alle Pallottine. Tra i cruciferi c’erano anche un frate dalla Terra Santa, un religioso dalla Siria, l’Unitalsi, alcune famiglie. Ad aprire e chiudere la processione è stato il cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis. Nel pomeriggio si è celebrata nella basilica vaticana la Passione del Signore, e anche lì, nell’omelia del predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, è risuonata la centralità dei poveri, degli ultimi, degli scartati. Pasqua «è la vostra festa», ha detto il religioso.

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