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Malato di Parkinson non trema più: operato al cervello, ora ha ripreso a suonare la chitarra

Malato di Parkinson non trema più: operato al cervello, ora ha ripreso a suonare la chitarra. Eliminazione istantanea del tremore del Parkinson, grazie a elettrodi impiantati alla base dell’encefalo collegati a un generatore di impulsi posto nella regione sottocutanea del torace. E’ l’intervento di stimolazione profonda cerebrale (Dbs) realizzato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila su un paziente milanese 66enne affetto da Parkinson da oltre 16 anni. L’operazione, prima in Abruzzo nel suo genere, è stata eseguita dal dottor Francesco Abbate dell’équipe di Neurochirurgia diretta dal dottor Alessandro Ricci. Con un semplice click dei medici che innesca un generatore di impulsi, l’uomo si è riappropriato dell’autonomia dei movimenti di mani e braccia ed è tornato anche a suonare la chitarra. L’intervento si sviluppa in due fasi: la prima in anestesia locale, la seconda in anestesia generale in cui vengono impiantati gli elettrodi che annullano i sintomi del Parkinson quali la bradicinesia, la rigidità e il tremore. Gli elettrodi vengono successivamente collegati ad uno stimolatore che continua a inviare impulsi e a fare da start a quel sistema che è annullato nel circuito del movimento. Il generatore dura all’incirca 5-6 anni, anche se in condizioni ottimali, un paziente può stare anche 15-20 anni con questa terapia. Si tratta di un’operazione costosa, di per sé non remunerativa per la Asl, ma sicuramente è un investimento. La neurochirurgia funzionale, praticata in Abruzzo solo all’Aquila, è frutto della programmazione messa in campo negli ultimi anni dall’ex direttore generale Rinaldo Tordera. Si tratta di una prestazione aggiuntiva, destinata ad esercitare un’attrazione sia in regione, sia al di fuori, quale servizio unico nel trattamento di patologie riconducibili a disturbi del movimento che non rispondono ai farmaci, epilessia, dolore cronico, spasticità e disfunzioni retto-vescicali.

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