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Taser in dotazione gli agenti della polizia locale di Venezia

La sperimentazione durerà 6 mesi e prevede di dotare 2 operatori per turno di un’arma a impulsi elettrici, dopo la formazione. Critica la Cgil

Gli agenti della polizia locale di Venezia potranno usare il taser. L’arma a impulsi elettrici farà parte della dotazione del personale che, dopo essere stato formato, inizierà una sperimentazione di 6 mesi. Il Consiglio comunale ha dato l’ok martedì: 23 i voti favorevoli, 8 i contrari e un non votante.

La sperimentazione, prevista da un decreto del 4 ottobre scorso poi convertito in legge, durerà sei mesi e prevede di dotare due operatori per turno di servizio di un’arma a impulsi elettrici. La sperimentazione prenderà il via una volta concluso il periodo di formazione previsto, secondo le linee guida indicate nel provvedimento.

È prevista la formazione di almeno 3 istruttori, che dovranno poi addestrare i colleghi che partecipano alla sperimentazione e di tutto il personale coinvolto. Il percorso formativo sarà di almeno 24 ore e tratterà una serie di temi: conseguenze dell’utilizzo dell’arma, trattamento sanitario delle persone colpite, caratteristiche tecniche dello strumento, presupposti per l’utilizzo e criteri giuridici, precauzioni, procedure operative da adottare prima dell’eventuale utilizzo. La parte di formazione di ambito medico-sanitario sarà concordata con l’azienda sanitaria locale, anche d’intesa con gli altri corpi della Regione Veneto che aderiscono alla sperimentazione.

Critiche al provvedimento sono state sollevate da Fp Cgil Venezia, che ha parlato di «una scelta inutile e al tempo stesso pericolosa». Il segretario Daniele Giordano ha commentato: «Si va sempre più verso la rambizzazione del corpo di polizia locale e delle sue funzioni: prima le armi, poi le selezioni per i super atleti da mettere in divisa, poi lo spray al peperoncino». E aggiunge: «Il personale sarà coinvolto in un programma che più che formativo pare essere una infarinatura. Il caricare gli operatori di polizia locale di strumenti militareschi non li agevola nello svolgimento dei compiti di polizia amministrativa ed edilizia che andrebbro, questi sì, rafforzati con misure e risorse». Critiche anche dalla capogruppo Pd Monica Sambo: «L’assessore alla sicurezza Giorgio D’Este ha dichirato che le morti da overdose sono inevitabili. Queste parole sono inaccettabili, ma cosa ancora più importante è che bisogna ricordare all’assessore che un modo per prevenire le morti da overdose c’è , si chiama servizi di riduzione del danno su cui questa amministrazione dovrebbe investire».

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