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L’INTERVENTO/ “Medici migranti e reddito di lontananza”

Vanessa Seffer

La notizia è di quelle che ti lasciano il respiro a metà come nella scena interpretata da Clara Calamai in Profondo Rosso. Non la conoscete? Male, cercatela in Streaming, su Netflix o dove volete ma trovatela, altrimenti non vado avanti in questa riflessione, ma non è detto che ciò sia male. Eppure la notizia era lì, in una pagina centrale di un quotidiano che si definisce economico, giuridico e politico ed è una vera miniera d’oro, neanche a dirlo, per leggere di argomenti sui quali le due o tre corazzate editoriali non si soffermano di certo a dissertare essendo prese, maiora premunt, a raccontare le disavventure del comandante e di Giggino con l’ampio stuolo di attori non protagonisti o francamente di contorno.Ho creato la suspense come nel film di Dario Argento? No? Vabbè vado avanti lo stesso.

“Sempre più francesi a medicina in Romania”. Questo è il titolo dell’articolo. Il contenuto è altrettanto interessante. 1800 (milleottocento) francesi, rifiutati dal numero chiuso in medicina in Francia, risultano iscritti ai corsi di Laurea in medicina in Romania.“Vista la penuria di medici generalisti in Francia gli studenti francesi che si formano in Romania – in particolare nella città di Cluj – sono un vantaggio per la Francia che non paga per formarli” prosegue l’articolo.La Romania dal 2007 fa parte della Unione Europea.Ma se la Romania fa parte della Unione Europea vige anche nella terra di Transilvania il numero chiuso? E se non vige il numero chiuso non si capisce perchè in questo caso l’Europa non lo vuole questo benedetto numero chiuso visto che in Italia l’accesso alla facoltà di medicina è contingentato da una programmazione (sic) in linea col dettato europeo.

Un numero chiuso che, con il sequel del numero insufficiente di borse di studio per l’accesso alle scuole di specializzazione, almeno in Italia, determina quella pletora di nostri medici compatrioti inoccupati e non specialisti pronti ad ascoltare il richiamo della Circe di turno, in questo caso in particolare i Paesi Arabi, che anzichè trasformarli in maiali, leoni, cani, a seconda del proprio carattere e della propria natura, li trasforma in ben pagati professionisti con stipendi tripli e quadrupli rispetto a quelli che (non) otterrebbero in Italia.

“L’Europa funziona a marce diverse senza contare il fatto che in questo caso si trascura l’univocità della norma dandone una interpretazione diversa alle diverse latitudini e fusi orari – dichiara il Dottor Benedetto Magliozzi, Segretario Generale della Cisl Medici di Roma Capitale e Rieti -. La sanità in Italia si sta reggendo in piedi grazie al sacrificio di una categoria sempre più emarginata. Faccio un appello all’unità sindacale su temi che sono patrimonio comune della nostra dignità professionale. Persa la dignità resteremo davvero con il vuoto sia nelle nostre tasche sia nel vivere quotidiano e saremo sempre più oggetto di vessazioni, di rivalse, di aggressioni fisiche e mediatiche. Diventeremo sudditi di monarchi non illuminati, gli stessi che se ne stanno ampiamente fregando della necessità di dare una immediata risposta concreta a quanto non più sopportabile”.

Ma in questo modo il solo tentare di dirimere la questione diventa un incubo come quello, per un pochino ricorrente, che albergò nella mente della vostra cronista quando ebbe la malaugurata idea di vedere la prima volta sola soletta il già citato film giallo horror del Maestro.

@vanessaseffer

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