| categoria: sanità

GOOD MORNING DOCTOR GOOGLE

IMG-20190511-WA0001di Vanessa Seffer

Le tazze, le comuni tazze da the o da tisana hanno avuto giorno dopo giorno una evoluzione significativa e i vari produttori si sono messi al passo coi tempi. Dalle porcellane eleganti e ricche della manifattura italiana, o inglese, o danese, alle ceramiche molto meno ricche e molto più commerciali made in qualche sperduta località dell’estremo oriente, praticamente dei cocci, sulle quali ormai è possibile trovare stampato un pò di tutto e che si può personalizzare fino all’inverosimile: con il logo della squadra del cuore, un evento, il nome del proprio partner – occhio però a non farla trovare in giro per casa nell’eventualità di un cambio di frequentazione affettiva – oppure la data di un anniversario e in questo caso vale il suggerimento precedente. Però scovare una tazza con impressa la dicitura “Please do not confuse your Google search with my medical degree” è stata una sorpresa anche per la vostra cronista che alla problematica e ai rischi della comunicazione social in sanità ha dedicato qualche riflessione e qualche suggerimento specialmente sulle pericolose fake news, pericolose già in quanto tali e pericolose anche perché ormai la lettura si è fatta più superficiale, vuoi perché la mancanza di tempo ci impedisce di approfondire, vuoi perché il nostro bagaglio culturale potrebbe non metterci nella condizione di distinguere un dato importante da uno scarsamente rilevante o addirittura falso. Ed è proprio a tal proposito, intercettare ed impedire la pubblicazione in rete di notizie false, che i vari gestori, da Google a Facebook, stanno definendo nuovi programmi e nuovi algoritmi che dovrebbero impedire questo uso distorto e fuorviante della rete. In sanità poi una comunicazione anomala potrebbe avere conseguenze tragiche e devastanti, basti pensare a tutto ciò che riguarda le cosiddette cure miracolose ed il conseguente mercato della speranza che è sempre alimentato da personaggi privi di scrupolo che certamente non si preoccupano della particolare delicatezza che occorre adoperare nel trattare gli argomenti relativi allo stato di salute e di malattia.

E di questi rischi parlava il Dott. Maurizio Zampetti, Segretario Generale aggiunto della Cisl Medici, in una recente intervista proprio su queste pagine. Al rischio di imbattersi in informazioni superficiali, non autorevoli, non verificate e non aggiornate si accompagna il rischio di dare credito a persone che affermano cose non vere o sbagliate oppure di cadere nella trappola di autentici mariuoli, tanto per usare un sinonimo edulcorato di ben altri termini quali canaglia, farabutto, imbroglione e mascalzone.

Digitando “doctor’s google diagnosis” su un motore di ricerca – lo stesso Google in questo caso – si ottengono 139.000.000 di risultati.

Scrivendo le stesse parole su PUBMED della US National Library Medicine del National Institutes of Health, si ottengono ben 768 items a dimostrazione che le massime autorità scientifiche e sanitarie statunitensi non sottovalutano certamente la problematica sottesa ad un uso disinvolto ed indiscriminato dei motori di ricerca come supporto alla diagnosi fai da te.

E in questo modo si ritorna ad un concetto basilare troppo spesso sottovalutato. Occorre ripartire dalla comunicazione medico-paziente per iniziare un nuovo e più virtuoso percorso di collaborazione, di fiducia e di comprensione tra le due figure centrali della salute e della malattia.

@vanessaseffer

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