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Tangenti in Lombardia, indagata anche Lara Comi (Fi)

Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulle tangenti in Lombardia. Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi con sede nel Bresciano, è indagato per finanziamento illecito a Lara Comi nella maxi indagine della Dda di Milano che otto giorni fa ha portato a 43 misura cautelari. Anche l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi è indagata per finanziamento illecito nella maxi inchiesta della Dda di Milano.

Da quanto si è saputo, a Bonometti, che ieri per ore è stato sentito come persona informata sui fatti e che per gli inquirenti è vicino ad ambienti di Forza Italia, è stato poi contestato un finanziamento illecito da 31mila euro a Lara Comi.

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A Bonometti viene contestato di aver pagato 31mila euro per una consulenza, sotto forma, in realtà, di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche on line, e quei soldi poi sarebbero andati a finanziare illecitamente la campagna elettorale dell’europarlamentare di Forza Italia. Tra l’altro, da quanto si è appreso, altri due imprenditori, probabilmente sempre sentiti nelle ultime ore, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di finanziamento illecito alla stessa candidata.

Finanziamento che sarebbe avvenuto con un meccanismo simile. Per ore ieri, dal pomeriggio fino a sera, l’industriale bresciano Bonometti, vicino per gli inquirenti ad ambienti di Forza Italia, è stato sentito come persona informata sui fatti e poi, dopo una serie di valutazioni, i pm gli hanno contestato l’accusa di finanziamento illecito.

Per tutta la giornata di ieri, tra l’altro, nella maxi inchiesta condotta da Gdf e Carabinieri e coordinata dall’aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un’avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell’ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l’eurodeputata forzista Lara Comi, ha ricevuto consulenze dall’ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l’Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa.

«La consulenza era regolare e non c’è stato alcun finanziamento illecito», sostiene il difensore dell’europarlamentare di FI Lara Comi, l’avvocato Gian Piero Biancolella.

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