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Cdm ad alta tensione, Conte: «Dubbi del Colle sul Decreto sicurezza bis»,

4503952_2324_salvinicontecagenscoTra le norme spunta il fondo di premialità per le politiche di rimpatrio dei migranti
Dubbi del Colle sul decreto sicurezza bis: in apertura della seconda parte del consiglio dei ministro, iniziato con mezz’ora di ritardo rispetto alle annunciate 20.30, il premier Giuseppe Conte avrebbe proposto solo «l’inizio dell’esame» del dl sicurezza bis soffermandosi su «vari profili critici» emersi già in fase di prima lettura. Criticità che, avrebbe chiarito, sono state segnalate anche dagli uffici del Quirinale e rispetto ai quali il Colle si riserva una più approfondita valutazione.

«Attendo di capire» quali sono le criticità nel decreto sicurezza bis. Così Matteo Salvini ha risposto – a quanto si apprende da fonti leghiste – al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in Cdm ha rilevato criticità e dubbi, anche del Quirinale, sul testo del decreto sicurezza bis. La discussione è, viene riferito, molto animata.

Giustizia onoraria
Con la clausola “salvo intese” passa il dl sui magistrati onorari. «Altra promessa mantenuta, tutelati migliaia di lavoratori messi a rischio dai governi del Pd e garantito funzionamento della Giustizia. Soddisfatto per il lavoro fatto anche sui magistrati onorari». Così il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini sul disegno di legge sui magistrati onorari approvato (salvo intese).

Scuola e disabilità
«Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che sancisce una vera e propria rivoluzione copernicana per la disabilità a scuola. Con la revisione del decreto delegato della ‘Buona scuolà 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni». Lo dichiara, in una nota, Salvatore Giuliano, sottosegretario del MoVimento 5 Stelle al Miur.

«In particolare – prosegue il sottosegretario Giuliano – abbiamo previsto che le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso. Inoltre», prosegue il sottosegretario, «abbiamo trasformato i gruppi territoriali in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e aiutarle in situazioni particolarmente critiche con gli studenti».

«Si tratta di un approccio alla disabilità totalmente diverso da quello che siamo abituati a concepire», sottolinea il sottosegretario al Miur, «e che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilità applicandoli nel concreto a livello scolastico. Frutto di un lavoro che dura fin dall’insediamento di questo Governo, il decreto darà alla nostra scuola, luogo di inclusione per eccellenza, uno strumento per migliorarsi, migliorando la vita di tutti gli studenti e non lasciando da soli presidi e insegnanti nell’importante compito di non lasciare indietro nessuno», conclude Giuliano

L’ordine del giorno

Dalle multe alle Ong alle norme contro la violenza negli stadi, dalla confisca delle navi che soccorrono i migranti all’inasprimento delle pene per chi va ad una manifestazione con caschi, bastoni e scudi. Il decreto sicurezza bis che il ministro dell’Interno Matteo Salvini porta stasera all’attenzione del Consiglio dei ministri ha subito alcune modifiche rispetto alle prime bozze, alcune delle quali suggerite dai Cinquestelle.

Ecco i punti principali.

MULTE ALLE ONG: l’articolo 1 prevede una sanzione da 10mila a 50mila euro per il comandante, l’armatore e il proprietario della nave che, soccorrendo i migranti, non si conforma alle istruzioni dello Stato responsabile dell’area d’intervento e procede verso l’Italia. Rispetto alla prima versione, in cui erano previste multe da 3.500 a 5.500 euro per ciascuno dei migranti trasportati, altri due punti sono stati modificati. Il primo, suggerito dal Mit dicono dal ministero di Toninelli, riguarda la confisca della nave nel caso in cui i migranti trasportati siano più di cento. Il secondo, invece, prevede che ad applicare le sanzioni sia il prefetto. Dunque un organo che dipende dal ministero dell’Interno.

MODIFICHE AL CODICE DELLA NAVIGAZIONE: Anche l’articolo 2 ha subito dei cambiamenti rispetto alla prima versione, ma nella sostanza non è cambiato. Se approvato nella formulazione attuale sarà il ministro dell’Interno e non più quello delle Infrastrutture e trasporti a «limitare e vietare il transito e la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica». L’unica differenza rispetto alla prima versione è che dei provvedimenti presi dal Viminale deve essere informato, oltre al Mit, anche il ministero della Difesa.

DUE MILIONI PER RIMPATRI: l’articolo 12 prevede al ministero degli Esteri un «Fondo di premialità» destinato a finanziare interventi di cooperazione e intese bilaterali «per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale» da parte dei paesi d’origine dei migranti. Per il 2019 è prevista una dotazione di 2 milioni che può arrivare fino a 50 milioni annui.

AGENTI SOTTO COPERTURA E ‘SPAZZACLAN’: Le misure introdotte agli articoli 3 ed 8 sono quelle che riguardano più strettamente il campo del guardasigilli Alfonso Bonafede. L’articolo 3 modifica il codice di procedura penale estendendo ai reati associativi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sia la competenza delle Dda sia la disciplina delle intercettazioni preventive, con l’obiettivo di contrastare a monte l’organizzazione di trasporti di migranti irregolari. L’articolo 8, invece, prevede l’assunzione di 800 unità a tempo determinato (2 anni) per eliminare gli arretrati relativi ai procedimenti di esecuzione delle sentenze di condanna. Per le assunzioni ci sono a disposizione 25 milioni provenienti da fondi del Viminale.

MISURE A FAVORE FORZE DI POLIZIA: Il decreto introduce anche tutta una serie di norme che inaspriscono le sanzioni contro chi aggredisce le forze dell’ordine. Chiunque utilizza scudi o altri oggetti o materiali imbrattanti o inquinanti« per opporsi ad un pubblico ufficiale nel corso di manifestazioni é punito con la reclusione da uno a 3 anni. Per chi poi »lancia o utilizza illegittimamente« razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, fumogeni o usa bastoni, mazze o oggetti contundenti é punito con la reclusione da 1 a 4 anni.

VIOLENZA STADI: L’ultima bozza del decreto contiene un pacchetto di norme per il contrasto alla violenza negli stadi, che nella prima versione non c’erano. In sostanza, si amplia la platea dei soggetti nei confronti dei quali il questore può disporre il daspo, in Italia e all’estero. È previsto inoltre il divieto per le società di «corrispondere, in qualsiasi forma, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura», biglietti e abbonamenti compresi, a tutti coloro che sono condannati anche in via non definitiva per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Viene poi prevista la possibilità di estendere il fermo di polizia a «coloro che risultino gravemente indiziati di un delitto commesso in occasione o a causa di manifestazioni sportive».

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