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PIATEK-SUSO,MILAN INSEGUE CHAMPIONS FINO A FINE

Il Milan resta aggrappato alla zona Champions League, in un testa a testa con l’Atalanta che si deciderà solo negli ultimi 90′ della stagione. Intanto, la penultima partita dei rossoneri è stata l’emblema dell’intero campionato: nel 2-0 contro il Frosinone già abbondantemente retrocesso, Gattuso ha visto i suoi giocare a tratti in modo imbarazzante e reagire sull’orlo del baratro, dopo il rigore parato da Donnarumma a Ciano all’inizio della ripresa, causato dal fallo di Abate, in lacrime prima e dopo la la sua ultima a San Siro con la maglia rossonera dopo 10 anni. Poi un guizzo di Piatek e una punizione perfetta di Suso hanno evitato lo psicodramma. Il Milan ora è atteso da due verdetti chiave per il futuro del progetto Elliott. Fra una settimana la trasferta di Ferrara con la Spal, mentre l’Atalanta affronterà il Sassuolo (in casa ma a Reggio Emilia), nello spareggio a distanza per il quarto posto. E nei giorni successivi è in arrivo la decisione della Camera arbitrale Uefa dopo il secondo deferimento per violazioni al Fair play finanziario. Con o senza Champions (l’Europa League è matematicamente al sicuro) cambieranno i piani del Milan, ma è comunque in vista una piccola rivoluzione, non solo in campo, per una squadra che ha approcciato con paura, confusione tattica ed errori una partita decisiva con un avversario senza pretese. Il bilancio finale lo faranno Gordon Singer (in tribuna), che assieme al padre Paul gestisce il fondo proprietario del club, e l’ad Gazidis. La prima decisione da prendere è su Gattuso. Rischia anche Leonardo. È improbabile che siano confermati sia l’uno sia l’altro. Sul mercato non sono in vista grandi investimenti. Di sicuro si pensa a giocatori giovani. Servono rinforzi in ogni reparto. Per motivi finanziari e comportamentali è difficile il riscatto di Bakayoko, tutt’altro che brillante con il Frosinone. E senza Champions sono inevitabili cessione eccellenti. È nel mirino del Psg Donnarumma, che intanto ha tenuto viva la corsa verso il traguardo Champions con una prodezza, parando il rigore di Ciano al 5′ della ripresa, dopo un primo tempo chiuso dal Milan fra i fischi dei 61mila di San Siro (superata quota un milione di spettatori in tutto il campionato). Fino a quel momento, a parte la nuova maglia (stile retrò che richiama quella del ’68/69, stagione chiusa con coppa dei campioni e Intercontinentale), si era visto lo stesso Milan ultimamente in affanno. Poi il Frosinone si è spento e i rossoneri si sono accesi. Gattuso ha inserito Cutrone al fianco di Piatek, che al 12′ ha rotto un digiuno di oltre un mese deviando in rete uno sbilenco tiro di Borini: col 22mo gol in campionato il polacco ha superato Cristiano Ronaldo. Nove minuti più tardi, con una splendida parabola mancina, ha chiuso il discorso Suso, che poi ha festeggiato senza troppi sorrisi l’ottavo gol (incluso quello in Europa League) di una stagione deludente, in cui non ha ancora trovato l’accordo per il rinnovo di contratto. La clausola da 40 milioni lo inserisce fra quelli che potrebbero partire. Intanto San Siro ha salutato con una standing ovation Abate, uscito al 39′ fra gli abbracci dei compagni e gli applausi degli avversari.

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