| categoria: editoriale

Giochi senza frontiere

Europee e una manciata di amministrative, è il momento della verità. Dopo settimane di rissa continua e di colpi bassi tra alleati di governo si tirano le somme. Ci sono in gioco la sopravvivenza del governo ma soprattutto il futuro immediato del paese. Lega in flessione e M5S in ripresa? Risveglio del Pd e avanzata di Fdi?Al punto in cui siamo non si escludono sorprese

Ci siamo, è il momento di vedere se tutte le analisi e le elucubrazioni politiche di queste settimane hanno un fondamento. I giochi (senza frontiere, domenica ci sono Europee e una manciata di amministrative importanti, al voto quasi la metà dei comuni italiani) sono fatti, poche cose potranno cambiare nell’imminenza del voto. Paradossalmente le due anime del governo in carica hanno giocato l’una contro l’altra, a perdere, insomma, sconcertando l’elettorato. Se avessero fatto fronte comune e avessero trovato la quadra per una azione combinata nel Parlamento Europeo oggi tutti guarderemmo al futuro con uno spirito diverso. Invece la sensazione che i problemi da risolvere saranno soprattutto in Italia e che in Europa per noi cambierà piuttosto poco è forte. La fortuna di questo governo è che le opposizioni tutte sono troppo deboli e che gli elettorati mal vedrebbero certi apparentamenti. Zingaretti sogna un governo con il M5S? Ma Di Maio ha spinto il Movimento a sinistra per strappare consensi proprio al Pd e ha manifestamente escluso la possibilità di un dialogo politico. Dall’altra parte la Lega non ha voluto scegliere come partners e alleati né Forza Italia né il Fdi, giocando pervicacemente la carta della fedeltà al patto di governo e segretamente del boom elettorale del Carroccio. Alla luce di quanto pare di capire dagli umori dell’opinione pubblica alleanze fuori sacco appaiono molto difficili e poco digeribili. O crollerà l’impalcatura del governo e si andrà a votare con prospettive incertissime o si blinderà l’accordo di Palazzo Chigi per tirare avanti. Non è un caso che i due alleati di governo abbiamo abbassato contemporaneamente i toni. Congelati tutti i provvedimenti in fieri, congelata la dinamica del do ut des (mi fai passare questo decreto e io ti faccio passare il tuo) anche se non fanno ancora fronte comune Di Maio e Salvini sembrano renderci conto che le risse non sono servite a nessuno, e che all’esterno la nostra immagine complessiva è fortemente deteriorata. Giochi senza frontiere, appunto, perché la scacchiera è globale, gli altri governi europei, le agenzie internazionali, perfino l’Onu vengono a dirci cosa fare e la situazione si fa ogni giorno più imbarazzante. Con i migranti alle porte, i vincoli Ue da fronteggiare e l’ostilità dei mercati da superare
Aspettative di voto a questo punto? Nella Lega si conferma la consapevolezza di una timida flessione rispetto ai massimi raggiunti nelle intenzioni di voto uno o due mesi fa. Nel Carroccio c’è chi sogna ancora il 35%, in realtà il 30% sarebbe ritenuto un risultato apprezzabile, visto come vanno le cose e gli effetti delle ultime polemiche. Le stesse ragioni inducono il Movimento 5 Stelle si avvicina al 26 maggio con un cauto ottimismo. Luigi Di Maio e i grillini hanno come obiettivo il 24%. Dopo l’exploit elettorale che li ha proiettati sull’Olimpo della politica e il calo inarrestabile successivo tale percentuale sarebbe più che accettabile. Seconda forza del paese, davanti al Pd . Quest’ultimo si nasconde dietro il faccione sorridente e gli slogan scontati e un po’ retrò di Zingaretti, spera di migliorare il dato delle Politiche 2018, di raggiungere i grillini. Ma concretamente c’è il terrore di essere superati dalla lega anche di avere il 2 come prima cifra e non l’1. Il timore però è quello venire superato dalla Lega anche nelle ormai ex Regioni rosse come l’Emilia Romagna e la Toscana. Gli altri procedono molto staccati, Forza Italia è un grosso punto interrogativo e sogna di tenere un 10% che pochi sono disposti ad accreditarle. Anche perché Fratelli d’Italia ha il vento in poppa e punta ad un successo convincente. Dall’altra parte della barricata siamo vicini al vuoto pneumatico, il panorama della sinistra a sinistra del Pd è obiettivamente sconcertante, anche se +Europa spera fino all’ultimo di raggiungere lo sbarramento del 4%.

Ti potrebbero interessare anche:

Letta, che figuraccia. Ci mancava
Quel sasso sui binari rischia di far deragliare Renzi
Qualcuno ha spento Maurizio Crozza
Quella imbarazzante cena alla Casa Bianca
Assenti ingiustificate, le canzoni
La Turchia e il caso Del Grande, il gioco degli equivoci



wordpress stat