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Quella strana minaccia agli editori dell’Unità

La società Piesse che edita l’Unità ha pensato di rilanciare la testata, dopo qualche anno dalla sospensione della pubblicazione, facendo firmare il numero in uscita lo scorso 25 maggio al direttore de La Verità, Maurizio Belpietro. Critico il sindacato nazionale dei giornalisti (Fnsi) che minaccia di portare gli editori “nelle competenti sedi”. Ma quando gli Angelucci editori di Libero e oggi anche de Il Tempo salvarono il giornale storico del Partito Comunista, fondato dal sardo Antonio Gramsci, e l’intera redazione?

foto belpietro firma unitaIl sindacato stampa romana fa suo un comunicato della FNSI (sindacato nazionale dei giornalisti) a firma di Lorusso il segretario. Nella nota si accusa “Maurizio Belpietro, che porta legittimamente avanti la sua visione del mondo e le sue idee, è quanto di più distante possa esserci dalla linea e dalla cultura politica di cui l’Unità è storicamente interprete”. Ma soprattutto “La decisione dell’editore è grave e incomprensibile, oltre che una chiara provocazione, perché il giornale era già pronto per andare in stampa con la firma di un altro direttore responsabile. In realtà, gli editori vogliono umiliare una redazione che, dopo essersi vista negare diritti, da molti mesi è impegnata in una delicata trattativa per riportare in edicola lo storico quotidiano e salvare i posti di lavoro”. Strano che si faccia questo attacco a Belpietro quando non ha fatto altro che mettere la sua firma per rendersi responsabile di ciò che è uscito in edicola la scorsa settimana. Un modo per non far morire la testata che per legge entro due anni deve riprendere la pubblicazione cartacea pena la sua decadenza. La memoria per Lazzaro Pappagallo (responsabile di Stampa Romana) e di Lorusso è abbastanza corta. Non ricordano quando anni fa l’Unità fu di nuovo sul ciglio del baratro del fallimento e i licenziamenti per tutta la redazione erano già pronti per essere spediti presso i rispettivi domicili e fu un editore chiamato Angelucci, a salvare tutti? L’editore che tuttora edita Libero e Il Tempo. Vogliamo definirlo un editore con le idee di centro destra? Non solo, a scanso di equivoci da anni è parlamentare di Forza Italia. La nota della Fnsi continua con le accuse agli editori de l’Unità. “Le modalità che hanno portato alla nomina del nuovo direttore – un blitz in piena regola – sono inoltre inaccettabili perché violano le procedure previste dal contratto. Di questa violazione, gli editori Stefanelli e Pessina saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti. Il sindacato dei giornalisti italiani continuerà ad essere al fianco dei colleghi dell’Unità che si sono ribellati a questo ennesimo sopruso». Quando si scrive “sedi competenti” si fa riferimento alla giustizia penale, ad una denuncia in piena regola. Ora, quale reato hanno commesso, gli editori dell’Unità se non quello, in modo originale, di far un buon marketing pubblicitario? Purtroppo il mondo giornalistico ha a che fare ancora con gente che vive di acrimonia, rivalse, invidie che nulla hanno a che fare con il pragmatismo e il rilancio economico di una testata fondata dal Partito comunista. Quel mondo non esiste più. Diteglielo.

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