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Fca-Renault, ufficiale la proposta di fusione

Come preannunciato, Fca presenta una proposta di fusione con Renault per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo. Secondo la nota diffusa stamattina, la società risultante dalla fusione sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, con una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti. Il titolo Fca a Piazza Affari ha aperto con un +15% trascinando anche gli altri del gruppo.

Il consiglio di amministrazione di Renault si è subito riunito e ha emesso un primo verdetto: «Dopo un attento esame dei termini della proposta amichevole di Fca, il cda ha deciso di studiare con interesse l’opportunità di questa fusione, consolidando l’impronta industriale del gruppo Renault e la generazione di valore aggiunto per il gruppo». La fusione porterà alla nascita del terzo Original Equipment Manufacturer (OEM) del mondo, con 8,7 milioni di veicoli venduti e una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave.

Il portafoglio di marchi ampio e complementare fornirebbe una copertura completa del mercato, dal segmento luxury fino al mainstream. La società risultante diventerebbe un leader mondiale nel settore automobilistico in rapida evoluzione con un forte posizionamento nelle nuove tecnologie inclusi i veicoli elettrici e quelli a guida autonoma.

La fusione non comporterà alcuna chiusura di stabilimenti. «Siamo molto incoraggiati dall’esperienza avuta e da quello che si potrà fare insieme», ha commentato il presidente di Fca, John Elkann. «Gli anni che abbiamo davanti sono anni di importantissime sfide e a queste sfide crediamo perché siamo convinti che ci sono tante opportunità, per questo abbiamo agito con coraggio come nel 2009». Con Renault «creeremo il terzo più grande produttore auto al mondo e con il partner giapponese il più grande» ha continuato Elkann, secondo cui il settore dell’automobile «è in fortissimo mutamento». «Fca è nata 120 anni fa, Renault anche – ha concluso Elkann – . La mia famiglia è associata con questa industria da allora e gli anni che abbiamo davanti sono anni con tantissimi sfide e noi queste sfide le prendiamo perché siamo convinti che ci sono tante opportunità».

LE SINERGIE E GLI ALTRI VANTAGGI

Stimati oltre 5 miliardi di euro di sinergie run-rate annuali in aggiunta alle sinergie esistenti nell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Un solido bilancio combinato consentirà una allocazione flessibile del capitale e una solida politica di dividendi.

Previsti anche significativi benefici per gli altri partner dell’alleanza, incluso un miliardo di euro di sinergie run-rate aggiuntive stimate.

La proposta di Fca fa seguito a iniziali dialoghi operativi tra le due società per identificare prodotti e ambiti geografici in cui si potrebbe collaborare, in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie. Tali dialoghi hanno chiarito che una più ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l’efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti. Le motivazioni dell’aggregazione sono anche rafforzate dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità nel settore automobilistico in campi come la connettività, l’elettrico e i veicoli a guida autonoma.

I benefici dell’operazione proposta non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie. Fca ha una storia di aggregazioni di successo di Oem con culture diverse per creare solidi leadership team e strutture dedicate a un singolo obiettivo. Quindi, il consiglio di amministrazione di Fca «crede fermamente che l’aggregazione, che avrebbe la dimensione, l’esperienza e le risorse per destreggiarsi con successo nell’industria automobilistica in rapida evoluzione, creerebbe nuove opportunità per i dipendenti di entrambe le società e per i principali stakeholder».

I DETTAGLI TECNICI DELLA FUSIONE

Secondo i termini della proposta, gli azionisti di ciascuna società riceverebbero una quota azionaria equivalente nella società risultante dalla fusione. L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese. Il consiglio di amministrazione della società risultante dalla fusione sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di Fca e Groupe Renault ed uno designato da Nissan. Inoltre, non sarebbero trasferiti i diritti di doppio voto oggi esistenti. Tuttavia, tutti gli azionisti avrebbero la possibilità di acquisire loyalty voting rights dal completamento della transazione nell’ambito di un sistema di loyalty. La società capogruppo sarà quotata sulla Borsa Italiana (Milano), Euronext (Parigi) e al New York Stock Exchange.

I benefici derivanti dalla combinazione delle due attività sarebbero condivisi per il 50% dagli attuali azionisti di Fca e per il 50% dagli attuali azionisti di Groupe Renault. Prima che l’operazione sia completata, per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di Fca riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro. Inoltre, prima del completamento dell’operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di Fca le azioni Comau oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso.

LA LETTERA DI MANLEY AI LAVORATORI

«Anche se non c’è ancora certezza sulla conclusione dell’operazione, puntiamo ad agire il più rapidamente possibile per assicurarci un accordo definitivo con il gruppo Renault». Lo scrive l’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, in una lettera ai dipendenti del gruppo. Ovviamente i tempi tecnici saranno quelli imposti dalla realtà: «Di fatto, se questa fusione andrà avanti la formazione della nuova società potrebbe richiedere più di un anno», ma la strada è quella.

«Il cda e io – continua Manley – rimaniamo fiduciosi nella nostra strategia indipendente e guardiamo a questa fusione di una posizione di forza, avendo concluso il 2018 con la migliore posizione finanziaria dalla costituzione di Fca».

Nello spiegare le motivazioni dell’operazione, Manley scrive: «Nel gruppo Renault abbiamo trovato un partner affine che vede il futuro come noi. Quelle che sono iniziate, qualche tempo fa, come conversazioni operative per una maggiore collaborazione, si sono trasformate in una trattativa sulla fusione, dal momento che abbiamo riconosciuto gli enormi potenziali benefici per entrambe le società che risulterebbero dal mettere insieme i loro business».

«Per noi questa operazione ha il potenziale per aggiungere valore a tutto campo: per Fca, Groupe Renault e per tutti i nostri stakeholder, così come per tutti i partner dell’alleanza. Sarà anche un esempio per tutto il settore di cosa si può realizzare se si è coraggiosi

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