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Umanizzare le cure dei tumori, progetto italiano al congresso mondiale

umanizzareL’umanizzazione delle cure contro il cancro negli ospedali italiani diventa un esempio da seguire nel resto del mondo, a partire dall’obiettivo di contrastare l’ansia e la depressione che colpiscono il 70% dei nuovi malati di tumore e in forma grave un terzo di essi. Con un incremento degli interventi psico-sociali nei reparti di oncologia, è infatti possibile migliorare del dal 10 al 25% la qualità di vita dei pazienti colpiti da tumore. Per la prima volta un progetto scientifico, tutto italiano, dimostra e quantifica i benefici dell’umanizzazione delle cure destinate a chi sta affrontando il cancro. Si chiama HuCare-2 e i principali risultati sono stati presentati al Congresso della American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Il progetto è promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e da MEDeA Medicina e Arte onlus di Cremona. Ha coinvolto in totale 772 pazienti di 15 diversi reparti oncologici italiani. “L’obiettivo principale che ci siamo posti è fare in modo che i reparti oncologici introducano una serie di interventi psicosociali che migliorano la salute e la qualità di vita dei malati, e per contrastare l’ansia e la depressione – afferma Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HuCare e Direttore dell’Oncologia di Cremona -. Si tratta di disturbi seri, che possono impattare negativamente sulla risposta del malato alle cure. Gli oncologi e, più in generale, tutto il personale medico-sanitario devono sempre più saper affrontare queste situazioni critiche. Abbiamo quindi, come AIOM, avviato per questo progetto circa 25 corsi specifici che hanno coinvolto in totale 392 tra medici e infermieri”. Con il progetto HuCare2e sono stati avviati nei reparti sei diversi interventi: la formazione di tutto lo staff clinico (medici e infermieri) per migliorare le capacità comunicative; lo screening dei pazienti per misurare l’ansia e la depressione; lo screening dei bisogni sociali; l’assegnazione di un infermiere di riferimento a ogni paziente; l’utilizzo di una lista di domande per tutti i malati per favorire la comunicazione con il medico; un percorso strutturato per fornire a malati e care-giver informazioni in modo corretto.

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