| categoria: editoriale

La vendetta della Ue

L’opinione pubblica italiana non ha e non può avere le idee chiare, il ping pong di minacce, contestazioni, promesse, strette di mano e siluri, di lettere e di risposte tra Ue e governo italiano non fanno capire chi abbia ragione e chi torto e soprattutto – ciò che conta – quante probabilità abbiamo di cavarcela. Perché a noi, tutto sommato, della retorica europea ci importa poco, quel che conta è che Bruxelles non ci metta con le spalle al muro e non faccia pagare ai contribuenti le scelte dei nostri governanti. Palazzo Chigi e i due vice premier del governo giallo verde hanno sfidato in tutti i modi possibili per mesi la Ue convinti che il nuovo Parlamento Europeo e le nuove possibili alleanze possano garantire un atteggiamento diverso dell’Esecutivo nei confronti dell’Italia. Intanto le violazioni delle regole ci sono state, la politica economica scelta va in rotta di collisione con i paletti posti dalla Ue. Che non aspettava altro per metterci in mora. Che cosa succederà ora? Vincerà l’opzione politica o quella tecnica? In parole povere siamo nei guai fino al collo o possiamo cavarcela? Di Maio e Salvini hanno vinto le elezioni (come governo) promettendo l’indipendenza dall’Europa. Ora devono andare fino in fondo, costi quel che costi. Compromesso possibile? Chissà. Intanto la UE si vendica. Fin che può.

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