| categoria: primo piano

JUNCKER: “L’ITALIA E’ UN PROBLEMA SERIO”

conte-juncker-1084667

12 giu 2019 08:23

alla vigilia di giornate decisive per il confronto tra Roma e Bruxelles il presidente della commissione Jean-Claude Juncker esce allo scoperto: l’Italia «è un problema serio», «non è ancora» un pericolo per la stabilità finanziaria europea (segno che potrebbe diventarlo), «si sta muovendo in una direzione insicura, non credibile», «rischia di restare intrappolata per anni in una procedura sul debito». Conclusione: «Dobbiamo prendere le decisioni del caso». Più o meno nelle stesse ore il Comitato economico e finanziario Ue, di cui fanno parte i rappresentanti dei ministeri economici, ha approvato analisi e valutazioni della Commissione confermando che l’avvio della procedura contro l’Italia, appunto, è «giustificata». Non solo.

Per quanto attesa, la decisione dell’alto livello tecnico dei ministeri finanziari europei fa salire la temperatura e, di fatto, stringe la corda attorno al governo italiano che ora deve scegliere se confermare la linea dell’attesa di nuove indicazioni sull’andamento dei conti pubblici a fine luglio, sperando in una riduzione del disavanzo che permetta alla Ue di non aprire la procedura, oppure se avviare un negoziato con Bruxelles cercando di individuare la strada per prendere, come ritiene la Commissione, le misure necessarie «a partire dal 2019».

Al momento il ministro dell’Economia ha ribadito la scelta di cercare un compromesso ma senza adottare nuove misure. Una linea condivisa dal presidente del Consiglio. Che ha confermato la volontà di spiegare le ragioni del nostro Paese e pur con toni garbati ha ricordato a Juncker i precedenti errori di valutazione sulla Grecia, ammessi dall’interessato. Conte ha rivendicato la gestione di questo dossier: «Se dovessi sentire di non avere un mandato pieno ne trarrei subito le conseguenze».

l passaggio tecnico di ieri è solo uno dei tanti che precedono l’avvio formale della procedura sul debito, che costringerebbe l’Italia a un mezzo commissariamento della politica di bilancio per diversi anni. Lo stesso Juncker ha lasciato una mezza porta aperta: «Vorrei evitare una procedura, ma ciò dipenderà dagli impegni che il governo italiano prenderà».

Il Comitato Ecfin ritiene che si dovrà tenere conto di eventuali nuovi elementi che arrivassero dall’Italia. Più o meno la stessa cosa indicata a novembre quando l’Italia si trovò alle prese con una procedura sul debito al nastro di partenza e il progetto di legge di bilancio 2019 bocciato. Occorrono vari passaggi formali affinchè scatti la procedura, in assenza di uno sforzo da parte italiana considerato sufficiente da Bruxelles e dall’Eurogruppo (potrebbe essere attorno a tre miliardi di euro).

L’Ecofin deve decidere il 9 luglio, nell’ultima riunione prima della pausa estiva. In teoria ha tempo fino al primo agosto. Dunque, ci sono almeno quattro settimane per negoziare. In teoria i ministri possono decidere una proroga: ora nessuno ne parla. La Commissione potrebbe essere pronta già il 19 giugno con la proposta di procedura, con tanto di obiettivi di riduzione del debito e scadenze. Domani e venerdì a Lussemburgo si riuniscono i ministri finanziari e il caso Italia terrà banco.

Ti potrebbero interessare anche:

Berlusconi rompe il silenzio e attacca le toghe. Violate le regole? Tutta colpa della Tv greca
FIUMICINO/ Guerra dei bagagli. I licenziati Alitalia li bloccano a terra, è caos
Il Papa ricorda il genocidio degli armeni e quello odierno dei cristiani, uccisi nell'indifferenza
Il capodanno della bestemmia in diretta tv
Gentiloni, crescita oltre le stime ma ancora difficoltà
Di Maio, contratto per il governo: «Sì a Lega e Pd, no a Forza Italia»



wordpress stat