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Migranti, inchiesta su 4 onlus: 11 arresti, illeciti per 7 milioni

4593689_1052_onlus_migranti_arresti_ndrangheta «Collegate alla ‘ndrangheta»

Blitz contro alcune onlus che si occupano dell’accoglienza dei migranti. L’inchiesta, coordinata dai pm di Milano Boccassini e Prisco e condotta dalla Gdf di Lodi, ha portato ad 11 arresti per associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio. Quattro le onlus coinvolte che avrebbero utilizzato falsi documenti per partecipare ai bandi pubblici per gestire l’accoglienza di centinaia di migranti. Ammonterebbe a circa 7 milioni di euro il presunto profitto illecito incassato

Le Onlus al centro dell’operazione denominata ‘Fake Onlus’ di questa mattina risultano collegate «a noti pluripregiudicati appartenenti alla ‘ndrangheta» e sarebbero state utilizzate per consentire a persone recluse di «accedere ai benefici di legge attraverso l’assunzione presso le predette cooperative». Le onlus sarebbero state «sfruttate per fare ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza».

Si chiamano ‘Volontari senza frontiere’, ‘Milano Solidale’, ‘Amici di Madre Teresa’ e ‘Area solidale’ le onlus, tutte operanti tra Lodi, Pavia e Parma, al centro dell’operazione. Prisco ha spiegato stamane che si tratta di «eccezioni», su cui comunque occorre fare valere il «principio di non colpevolezza». «Non bisogna sottovalutare – ha aggiunto – che ci sono altre onlus che invece hanno ben gestito la accoglienza di migranti».

È uno «scenario di malaffare» quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Milano, scrive il gip di Milano Carlo Ottone De Marchi nelle oltre 600 pagine di ordinanza cautelare dalle quali viene a galla la figura di Daniela Giaconi che avrebbe diretto il ‘sistemà delle quattro onlus, malgrado «numerosissimi» precedenti penali, tra cui tre per «bancarotta».

Una decina di migranti ospiti di una casa di accoglienza gestita da una delle cooperative al centro delle indagini, il 7 febbraio scorso, «si sono presentati presso la Prefettura di Lodi per protestare sulla mancata corresponsione del cosiddetto ‘pocket money’ e sulla mancata retribuzione degli operatori presso il centro», scrive il gip di Milano De Marchi riassumendo un articolo sulla vicenda che era apparso su ‘Il Cittadinò di Lodi. In sostanza, le onlus incassavano fondi pubblici senza erogare molti servizi.​

«Le onlus e le cooperative sociali» sono state «appositamente costituite solo per lucrare della situazione di emergenza e fare così ingresso in maniera illecita nel canale della distribuzione delle risorse pubbliche istituite per l’accoglienza dei migranti», si legge inoltre nell’ordinanza. «Deve essere rilevato – annota il gip – che nel periodo 2014/2015, in cui l’afflusso di migranti sul territorio nazionale è stato maggiore, l’emergenza è stata fronteggiata con convenzioni dirette e con bandi pubblici di gara ove l’unica certificazione/rendicontazione richiesta per i controlli da parte delle prefetture era una attestazione relativa alla presenza dei migranti e dei giorni di ospitalità, attestazione sufficiente per vedersi riconosciuti i rimborsi previsti dai bandi. Dal 2017 la procedura di controllo è stata resa maggiormente rigorosa (…)».

«Undici arresti con l’accusa di truffa aggravata, autoriciclaggio e associazione a delinquere. Il business dell’immigrazione ha fatto gola ad alcune onlus di Lodi: stamattina è scattata l’operazione con l’impiego di più di cento finanzieri. Meno sbarchi e meno soldi per i professionisti dell’accoglienza: così risparmiamo, difendiamo l’Italia e investiamo per assumere più Forze dell’Ordine. La pacchia è finita», è il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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