| categoria: editoriale

Salvini, i migranti e la storia infinita dei no global

Macro fenomeni, la grandi migrazioni, quelle che vedono centinaia di migliaia di esseri umani in fuga da realtà insopportabili, o semplicemente alla disperata ricerca di un futuro migliore, o di un futuro, quale che esso sia. Micro fenomeni, ovvero la guerra dei migranti nel Mediterraneo centrale, sotto le coste italiane, una guerra che si è imbastardita e ha acquistato connotazioni politiche che vanno al di là dei diritti umani, della sofferenza, della solidarietà. Protagonisti occulti i mercanti di uomini, protagonisti loro malgrado i governi europei, con i loro egoismi, con le loro rigidità. Infine c’è un paese, l’Italia, che si trova nell’occhio del ciclone a reggere una pressione che si è fatta insopportabile. Con un ministro dell’interno che sulla linea dura anti-migranti sta costruendo il suo consenso e una opposizione che mette il bastone tra le ruote per un po’ per scelta tattica e un po’ per romantica vocazione. Tutto qui? Certo che no, c’è la variabile Ong. Qualcuno si era innamorato di questi stranieri (volontari a gettone) che incrociano le acque intercettando i barconi dei migranti. Ma ora si scopre che ci sono anche i salvatori “all italian”, entrati in partita pare soprattutto per creare problemi al governo italiano. Ong casarecce e politicamente definite. Sono vecchie conoscenze. Sono i centri sociali, dice il ministro, i suoi storici avversari. Salvini, ha provato a stoppare il fenomeno, ha fatto sequestrare già due delle loro navi. Ma la guerra è appena cominciata. Qualcuno si chiedeva, ma la sinistra estrema, alternativa, che fine ha fatto? Gli antagonisti si sono inborghesiti? I vecchi no global sono finiti in soffitta, confinati in azioni marginali di contrasto? Macche’, sono vivi e lottano contro di noi. Ricordate Luca Casarini, il lucido, invisibile condottiero delle armate antagonista prima nel suo Veneto e poi dovunque ci fosse bisogno e occasione per contestare il sistema? Le ha provate tutte per restare a galla, si è mascherato da consulente in giacca e cravatta per un ministro di qualche governo fa, ha cercato anche di farsi eleggere nella sua città (Padova) e in Sicilia (dove si è trasferito con la famiglia e dove fa l’imprenditore) per continuare la sua lotta su altri palcoscenici. A Palermo è ripartita la sua lotta contro il sistema. Fortissimo il suo legame con una famiglia leggendaria della sinistra estrema, quella che fa capo a Toni Negri, l’ideologo della tristemente famosa Autonomia Operaia . Un lasciapassare importante, non c’è dubbio. Leader dei centri sociali del nordest, No Global da sempre, cresciuto a cortei e blitz dimostrativi. C’era nelle tragiche giornate del G8 di Genova, è stato in prima fila in tutte le occasioni buone per menare le mani. Luca Casarini è uno che ha fatto della protesta uno stile di vita. Una scelta che, nel corso degli anni, lo ha visto incappare in più di un procedimento per resistenza a pubblico ufficiale e per occupazione di immobile. Proprio per l’occupazione di una casa a Marghera avvenuta nel 2005, il Tribunale di Venezia nel 2017 gli diene tre mesi di domiciliari, ma la Cassazione annullò l’ordinanza. A settembre potrebbe essere condannato. Ma della giustizia italiana nessuno si preoccupa sul serio. Casarini dunque dalla base siciliana si e’ messo nel business politico dei migranti, in partnership con il movimento. Ha creato una onlus. E’ riuscito a farsela finanziare grazie all’aiuto di alcuni parlamentari ed ex parlamentari dell’estrema sinistra (Leu) e ha messo in mare prima una barca, poi un’altra cominciando a sfidare, a provocare Salvini e governo. Si è auto ritagliato il ruolo di capo-missione, ed è tornato ad essere un punto di riferimento di quell’area politica oggi priva di identità e che a fatica cerca una legittimazione in Leu e Sinistra Italiana. Sua la responsabilità morale politica della Mare Jonio – la nave della Ong “Mediterranea Saving Humans” che ha raccolto 49 migranti in difficoltà ed è subito diventata un caso E’ una guerra di posizione, Salvini gli ha bloccato la prima nave, poi gli ha bloccato Alex. E il gioco ricomincia. Salvinia veva l’alibi delle navi-salva migranti battenti bandiera straniera? E Casarini gli mette in campo la Onlus italiana. Ci provi,adesso, il ministro leghista, cambiano le regole di ingaggio. Il capo missione della Alex? Un parlamentare della LeU, uno di quelli che ha garantito finanziariamente la crociata di Casarini. Si chiama Edoardo Palazzotto. Ora è indagato. Ma cambia poco. A chi pensa ancora in termini di buoni e cattivi , di guardia e ladri affidiamo un paio di riflessioni. I migranti come categoria sociologica sono dei soggetti in difficolta’. Sono comunque delle vittime. Ma chi specula sui loro guai – politicamente e finanziariamente come deve essere definito? Casarini e i suoi non sono certo in grado di cambiare il mondo, di invertire i cicli della storia. Ma con la scusa della solidarietà possono tenere in tensione, sotto scacco il governo italiano. Fanno politica “contro”, ora agitano la questione migranti, ieri contestavano altro, dalle basi Nato in Italia alla Tav, al capitalismo mondiale. La rete dei centri sociali e’ il loro bacino di utenza, il loro brodo di coltura. Sono duri, puri, e soprattutto non sanno fare altro

Ti potrebbero interessare anche:

Il pasticcio di Siena può costare caro. A Monti e a Bersani
Papa Francesco, il vero rottamatore. Altro che Renzi
Le maggioranze di Renzi e l'incognita di Palazzo Madama
Renzi lasci perdere i proclami e pensi a come salvare gli italiani in miseria
E adesso questo Pd ci fa paura
L'equivoco Zingaretti alla prova del Pd



wordpress stat