| categoria: Roma e Lazio

Tranquilli, a Roma ci pensa Giggino

IN PRIMO PIANO/ Una bella riunione al vertice per stoppare la crisi? Il governo interviene per mettere seduti la Raggi e Zingaretti, e per dare l’impressione che l’emergenza rifiuti possa essere risolta in fretta. Ma la vera soluzione è nelle ferie anticipate dei romani che nelle prossime settimane lasceranno la città facendo crollare la produzione di immondizie . Poi a settembre si riparlerà di tutto. Intanto Virginia si inventa l’ennesima cabina di regia per il decoro per monitorare la situazione

Di Giulio Terzi

Una bella riunione al vertice per stoppare la crisi prima che si avviti in una spirale senza ritorno.Un faccia a faccia con ministro per l’ambiente, con il vice premier Di Maio, con il presidente della Regione Zingaretti, poi il colloquio rassicurante a Palazzo Chigi con il premier Conte. Tranquilli, a Roma adesso ci pensa Gigino. Fosse facile. Forse tutto questo poteva avvenire nei giorni scorsi, magari prima che il bubbone scoppiasse, ma va bene così. L’impressione – fallace- che i rifiuti si sciolgano al sole e spariscano miracolosamente dura sono pochi istanti. Non cambia niente, la soluzione è la partenza anticipata per le ferie di buona parte della popolazione romana. La città fa ancora ribrezzo, porteremo i rifiuti all’estero? Non sarà risolutiva. I grillini hanno imparato in fretta la lezione della vecchia politica. Presentarsi alle telecamere sorridenti, decisi e rilassati, usare le parole giuste, lanciare una raffica di slogan e parole d’ordine. Il messaggio che arriva all’opinione pubblica è rassicurante, la gente ci casca ancora. Una cabina di regia per il decoro? E’ quella che ci vuole, vedrete. Ma siamo seri, con le immondizie che ancora ci impediscono di uscire a quasi una settimana dal diktat di Zingaretti di un tavolo che ci facciamo? Ci prendono in giro, vendono fumo e fingono di essere convinti di aver risolto il problema. Ma fino ad ora cosa hanno fatto lor signori? Ora la Raggi apre l’ennesimo “tavolo, parola vetero-sindacale sgradevole all’odorato e al tatto, e annuncia tutta soddisfatta che Campidoglio, sindacati e Ama hanno istituito un nuovo organismo, l’eennesimo, per il decoro di Roma. In un contesto in cui la parola decoro significa tutto e niente. Caspita, che passo avanti. La montagna ha partorito il topolino. La commissione, decisa al termine di un incontro al quale hanno partecipato il sindaco Virginia Raggi, l’assessore al Personale Antonio De Santis, il presidente di Ama Luisa Melara e i rappresentanti di Fp Cgil, Fit Cisl Uiltrasporti e Fiadel si riunirà a cadenza settimanale. È prevista anche una war room dentro la municipalizzata che invierà al sindaco e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali i dati ogni otto ore sui flussi di destinazione dei rifiuti indifferenziati. Splendido. E cosa ci facciamo? L’accordo prevede che la commissione sarà composta da due membri per ogni organizzazione sindacale e da altrettanti membri di nomina di Roma Capitale ed Ama e, ove necessario, di altre strutture dell’amministrazione capitolina. La commissione fornirà le proprie osservazioni al nuovo piano industriale dell’Ama, verranno affrontati i diversi macro-temi, tra cui operatività, logistica, modelli di raccolta e piano straordinario pulizia, infrastrutture per la raccolta, mezzi, risorse umane e piano di assunzioni, risorse finanziarie, iniziative per l’educazione ambientale e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Sembra che questi soggetti si incontrino di rado, che si conoscano superficialmente. Quando invece noi ci aspettiamo che lavorino notte e giorno, fianco a fianco, per uscire da questa terribile emergenza. Ci aspettiamo misure straordinarie immediate, questione di ore, ci aspettiamo di vedere in strada movimenti di truppe, blindati al lavoro, ci aspettiamo pattuglie che controllino le strade, sempre quelle, nelle quali qualche sciagurato continua a bruciare cassonetti. Ci aspettiamo squadre di lavoratori, di cassintegrati, di migranti, di percettori di reddito di cittadinanza, di detenuti, di volontari; ci aspettiamo una lista di siti regionali e non dove stivare i rifiuti. Insomma una risposta muscolare ad un problema che soffoca la città: Invece assistiamo all’ennesimo balletto, alla commissione, alle discussioni. Insomma, aria fritta. E’ chiaro che così non se ne esce, ci vuole dell’altro. La rissa politica tra Raggi e Zingaretti è pura accademia e il governatore finge di vivere in America e di avere a disposizione la Guardia Nazionale. Quando impone all’Ama di muoversi in sette giorni, di tirare fuori dal cassetto centinaia di nuovi cassonetti a chi si rivolge? Al suo elettorato o al vertice di una azienda alla canna del gas, ormai incapace di qualsiasi mossa? Ci vuole un commissario, ci vogliono risorse, ci vuole l’esercito, come diceva un tempo parlando alla luna l’allora sindaco Alemanno. Ma pare che l’idea del commissario sia balenata solo al ministro per l’Ambiente Costa, che poi non ha neanche insistito troppo. Ne usciremo? E quando?

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