| categoria: Roma e Lazio

FILO DI NOTA/ Cassonetti non svuotati per colpa delle auto in doppia fila?

Duemila cassonetti non svuotati per colpa delle auto in doppia fila? La difesa d’ufficio dell’Ama è veramente ridicola. Insostenibile Ma dà la misura della situazione paradossale in cui si trova a vivere la città. Prima considerazione:se a parte le aree con le doppie file Roma fosse uno specchio potremmo discutere, ma è fin troppo ovvio il paradosso. Seconda considerazione: se ci solo le macchine in doppia file qualcuno le multi, qualcuno autorizzi quelli dell’Ama a mettere un po’ di ganasce. Il fenomeno si esaurirebbe in fretta. Eppure la Municipalizzata va per conto suo. “Renderemo pienamente accessibili i cassonetti stradali”, sia ai disabili che troppo spesso incontrano ostacoli, che ai netturbini. Così la presidente di Ama Luisa Melara dichiara la sua guerra alle auto in doppia fila parcheggiate accanto ai secchioni dei rifiuti. E appena superata la crisi della raccolta e la fase ancora in corso delle pulizie straordinarie, un delegato del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la famiglia e la disabilità, Vincenzo Zoccano, parteciperà alla cabina operativa di Ama.Hanno fatto un incontro apposta, a Zoccano e Melara, per “fare il punto delle problematiche che le persone con disabilità incontrano quotidianamente nel conferimento dei rifiuti presso i cassonetti che possono non risultare pienamente accessibili”. Tra gli ostacoli, appunto, le macchine parcheggiate accanto ai secchioni. Nel solo 2018 secondo dati Ama gli agenti accertatori della municipalizzata ha fatto quasi 9mila multe alle vetture dei “furbetti” in sosta davanti alle postazioni. Così poche? In alcune strade le macchina in doppia fila davanti ai cassonetti ( soste privilegiate, non si bloccano altre macchine). Un problema sia per i disabili che per gli operatori aziendali che non riescono così a svuotare i cassonetti. “Non è accettabile che qualcuno impedisca lo svuotamento dei cassonetti con veicoli in divieto di sosta – dice Melara – si pensi che solo nell’ultimo mese, in un periodo già complesso per la gestione del ciclo dei rifiuti di Roma a causa del deficit di capienza agli impianti, si stima che la sosta selvaggia abbia impedito di effettuare le operazioni di raccolta per almeno 2mila contenitori, per i quali è stato necessario riprogrammare giri di recupero”. Si lavora quindi a un emendamento al provvedimento di modifica al Codice della Strada, in procinto di essere discusso alla Camera, per valutare eventuali azioni sotto il profilo delle multe e della sottrazione dei punti della patente.

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