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| categoria: editoriale

Matteo Salvini contro tutti. Dove ci porterà questa sfida?

Andiamo avanti da mesi, ormai. Non c’e’ pace. Media e magistratura hanno fatto di tutto e con tutti i mezzi disponibili per creare problemi a questo governo atipico. Scalcinato e confuso quanto basta, forse pericoloso per il Paese ma non più di esecutivi precedenti. Questo governo abbiamo e questo dobbiamo provare a tenere in piedi se vogliamo andare avanti. L’Italia ha bisogno di continuita’, non di nuovi scossoni. Non ci servono ribaltoni, non ci servono nuove elezioni, ci vuole un po’di tranquillità. Tutti, politici compresi, abbiamo bisogno di tirare il fiato.
Media e magistratura creano invece a getto continuo le occasioni per mettere i due alleati l’uno contro l’altro, sfruttano ogni appiglio, ogni occasione, ogni fascicolo. E ci riescono benissimo.Nessuno valuta l’effetto che queste bordate possono avere sul paese, sui nervi dell’opinione pubblica. Quel che conta è conquistare spazi di potere, in qualsiasi modo e su qualsiasi palcoscenico. Oggi il vecchio sistema, o comunque “il sistema”, non teme la pochezza governativa grillina, ma ha soprattutto un avversario, il più pericoloso. E’ Matteo Salvini. Il piu’ competitivo, il più pericoloso. quello che ha dalla sua parte il consenso. Parola magica che fa la differenza.
Parlare di strategia a tenaglia, di giustizia a orologeria neinsuoi confronti e’ fuori luogo? Diventano immediatamente credibili i magistrati che fanno e disegno su migranti e dintorni, ma che non sanno intervenire sui traffici vergognosi di minori nelle case famiglia, che si fanno gli affari propri e incarnano i processi fino a mettere in imbarazzo il Csm? Ha ragione Salvini,dunque va avanti fin che lo fermano. Chi lo contrasta, dentro e fuori dal governo è credibile? Possibile che in questo contesto complicatissimo ci si strappi i capelli per una riunione definita sgarbo istituzionale? Non c’è altro a cui pensare? I problemi non sono altri, quelli veri, quelli seri? Salvini gioca a fare il premier, dicono. Ebbene sono fatti interni al governo. Lavino i panni sporchi in famiglia invece di convocare i giornalisti (un tempo erano i cattivi, i nemici, ora solo degli alleati impareggiabili) sotto Palazzo Chigi per attaccare in diretto l’amico-nemico.
Il ministro replica, contrattacca sul filo del sarcasmo, anche se si vede benissimo che è stanco, che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Non accetta la rissa e i media sono costretti a registrare anche le sue battute, avanti cosi’, senza soluzione di continuità. La sfida continuada troppo tempo e alla fine logora soprattutto chi insiste. I problemi e le decisioni si trascinano e si complicano. Adesso c’e’ il pasticcio russo, quanto durera’? Il consenso si infiacchisce? Neanche tanto. Fanno fatica i grillini ad essere altrettanto protagonisti. E dall’altra parte Zingaretti ha l’appeal di un pesce lesso. Ma il paese? Quanto puo’ reggere ancora?

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