| categoria: sanità Lazio

DIETRO I FATTI/ Finalmente le nomine. E adesso cosa succede?

di Giovanni Tagliapietra

Abbiamo i nomi, ma la partita delle nomine non è chiusa. Su questo pare non ci siano dubbi. Il governo regionale ha purtroppo trasformata la sanita’ del Lazio in un caravanserraglio ingestibile all’interno del quale gli interessi della collettività sono un optional, una variabile sacrificabile. Si può ripetere il concetto all’infinito, ma meglio essere ripetitivi piuttosto che far finta che le cose funzionino in modo ordinato, razionale, positivo. I problemi seri, le emergenze, sono stati fin qui appena sfiorati, non bastano poche centinaia di assunzioni reali, non bastano le promesse e le inaugurazioni. Siamo arrivato come al solito nel periodo più delicato dell’anno impreparati. L’estate sta mettendo impietosamente a nudo i buchi clamorosi dei Pronto Soccorso, la fragilita’ del sistema delle liste d’attesa, la precarieta’ delle reti di assistenza e di intervento, e soprattutto la incapacità della cabina di regia di rimediare tempestivamente. Curioso, della cabina di regia praticamente non si parla più. Forse non esiste più o non è mai esistita davvero. Ma l’ennesima emergenza oggi è la più grave di tutti, perché è strutturale e mette a rischio il funzionamento dell’intero sistema. Lo stallo delle nomine ai vertici di Asl e ospedali, è durato troppo a lungo, c’è agosto di mezzo e una classe dirigente da ricostruire sotto le figure apicali, non si finisce più e tra una manciata di settimane vanno in scadenza altre importanti poltrone. Insomma l’atteggiamento della Giunta Zingaretti rischia di scatenare un meccanismo perverso e incontrollabile che ci può portare tutti a fondo se non viene stoppato in tempo.

Prendiamo ad esempio il sistema delle maree, un sistema ciclico, ordinato. L’alta marea si alza, entra fin dove puo’ arrivare, poi si ritrae, portandosi via tutto quello che trova. Un meccanismo idraulico di garanzia, insomma, la natura si fa le sue pulizia. Ma se un fenomeno anomalo sconvolge l’equilibrio sono dolori per tutti. Capita ad esempio quando un vento di scirocco impedisce a lungo all’acqua di defluire; monta la marea successiva, il volume d’acqua raddoppia, inonda tutto, crea disastri. E’ accaduto a Venezia in quel tragico novembre del ’66, per capirci. Che c’entra con la sanita’ laziale? C’entra. E vediamo come. Per sei mesi abbiamo aspettato una batteria di nomine, sei direttori generali, che con i rispettivi direttori sanitari e amministrativi fanno diciotto figure apicali, e con la pletora di dirigenti che da loro dipendono fanno un centinaio di persone. L’effetto dello stallo, della melina e’ devastante. Non si muove foglia. Nessuno osa prendere iniziative. Spostare risorse.Tutti nella buchetta attenti a non commettere errori. Ma la sanita’ e’ un sistema di vasi comunicanti, se un trombo blocca il flusso di attivita’ si rischia la paralisi totale Questa dunque e’ la marea che monta, e che fin qui non ha trovato sfogo. Zingaretti, D’Amato, Botti fanno i fatti propri, fanno politica, giocano con gli uomini come fossero pedine sullo scacchiere, fanno e disfano alleanze, trattano potere e interessi. Ma il loro tira e molla ha superato i tempi fisiologici e sta per montare la marea successiva. In autunno, si diceva, scadono i contratti di altri direttori generali, altre poltrone diventano oggetto di scambio, di trattativa, altre terne di comando si scompongono.Non si può prorogare tutto ad libitum, non si può continuare a nominare commissari straordinari, che di fatto non hanno potere reale perchè la burocrazia aziendale riconosce la loro provvisorietà e non li considera neppure, non prende ordini, boicotta, rallenta tutto.

Ed e’ il caos, come è facile immaginare. Inutile sollecitare azioni dovute, pagamenti previsti, i tempi si allungano, il sistema si paralizza. In sostanza senza aver risolto gli equilibri precedenti, senza aver sistemato le cose altri problemi si sovrappongono, ci sono da soddisfare altre esigenze, altri appetiti. E si delinea una situazione limite, incontrollabile, ingestibile. Anche i nuovi candidati a questa nuova serie di poltrone disponibili possono contribuire a normalizzare il sistema o possono scardinarlo definitivamente. Il risiko diventa un puzzle inestricabile perché alcune location sono più appetibili di altre, perché ogni manager in movimento che si rispetti ha il suo padrino politico, eccetera, eccetera. Rumors incontrollati lasciano intravvedere situazioni incredibili, kafkiane. Bisogna crederci? E gli utenti? Buoni, quelli vengono dopo. C’e’ solo da sperare che queste note vengano superate dai fatti, e che Zingaretti anticipi la seconda marea.

Ti potrebbero interessare anche:

VITERBO/ Infermieri imboscati al Belcolle? Lo denunciano i sindacati
Forlanini, via all'operazione decoro: gli accessi all'ospedale saranno murati
IFO/ Riparte il servizio navetta che collega gli istituti alla Metro B
Asl Roma5: inaugurata la nuova camera mortuaria di Palestrina
La sanità a Cinque Stelle? Un sistema che evita ai cittadini di ammalarsi
"Falsi" operatori sociosanitari, 27 indagati tra Latina e Frosinone



wordpress stat