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Giggino Di Maio e i cinque stelle, cosa non si fa per sopravvivere

Cosa non si fa per sopravvivere (politicamente). Il vertice grillino si prepara a una inversione a U per quanto riguarda la strategia interna al Movimento grillino. A proposito, ma Beppe dove è finito?. Addio regole d’oro, rivoluzionarie, per diventare partito e resistere bisogna compromettersi, diventare come gli altri. E dunque? Ecc o cosa sta per succedere. Introduzione del ‘mandato zero’ per i consiglieri comunali e di alleanze con liste civiche sul territorio. La riorganizzazione del Movimento Cinque stelle si compone degli ultimi tasselli su cui il capo politico chiede il voto degli iscritti. In un video-tutorial postato su Facebook, il vicepremier sottolinea: “Parliamo dei nostri eletti sul territorio, consiglieri comunali e di Municipio, che portano avanti le battaglie spesso da soli, con decine di atti da studiare e da seguire. A seguito di questa grande riorganizzazione potremmo dargli più supporto legale e di esperti, ma ora mi interessa non disperdere l’esperienza che un consigliere matura e può portare in altri consessi: Regione, Parlamento, Europarlamento”. Di qui la proposta: “Abbiamo deciso- spiega Di Maio- di introdurre il cosiddetto ‘mandato zero’, un mandato, il primo, che non si conta per la regola dei due mandati, è un mandato che non vale. Varrà solo e soltanto per i consiglieri comunali e municipali” non quindi per i sindaci “che gestiscono potere e la regola dei due mandati è nata per non far gestire troppo potere in mani di poche persone per troppo tempo”.Infine c’è il tema delle liste civiche: “Non mi sfugge che spesso siano serbatoi di voti che nascono due mesi prima del voto e poi scompaiono, ma se abbiamo lavorato fianco a fianco con un comitato, un movimento per anni ha senso poi candidarsi gli uni contro gli altri?”.
Il capo politico propone quindi di “avviare delle sperimentazioni con associazioni e movimenti che conosciamo da sempre, dove siamo pronti. Si conclude così- chiude Di Maio- il percorso di illustrazione della nuova organizzazione, adesso tocca a voi votare per parti separati tutti i concetti che vi ho raccontato, dal team del futuro ai facilitatori regionali al mandato zero fino alla sperimentazione delle liste civiche”. Giggino Di Maio è cresciuto, è maturato, e vuole fare da grande il politico. Cambiare tutto per non cambiare niente.

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