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FOCUS/ SEGGIO SICILIA A M5S DOPO BATTAGLIA AL SENATO

Il Movimento 5 stelle a palazzo Madama da oggi ha un seggio in più, passa così da 106 a 107 senatori. In questo modo la maggioranza giallo-verde può contare un voto in più. Questo alla vigilia di un voto importante come il dl Sicurezza e le mozioni sulla Tav previsti la prossima settimana. Tanto più che nel balletto delle poltrone del Senato anche la Lega potrebbe ottenere un seggio in più se l’Aula accoglierà il ricorso del leghista Stefano Corti che prenderebbe il posto del senatore del Pd Edoardo Patriarca nel riconteggio del seggio di Modena. Dopo una giornata movimentata con stop and go in Aula, sospesa ben 4 volte, e l’occupazione dei banchi del governo da parte del Pd, che giudica la decisione incostituzionale, la neo parlamentare individuata è Emma Pavanelli, prima dei non eletti del movimento in Umbria. Con 150 sì e 121 no l’Aula ha approvato dunque la relazione proposta dalla Giunta per le elezioni per assegnare il seggio della Sicilia rimasto vacante, dopo le elezioni del 4 marzo 2018, per mancanza di candidati del movimento. «Onorata» e «felice» «di poter dare, come portavoce del MoVimento», commenta la senatrice subito dopo la nomina. Il partito democratico però protesta e già dalla mattina decide di dare battaglia in Aula per scongiurare l’assegnazione del seggio al M5s in una regione diversa da quella indicata dagli elettori. I senatori Pd, occupano i banchi del governo e dopo una prima sospensione dei lavori, in un incontro con la presidente Casellati, minacciano una nuova occupazione se il presidente non si impegnerà ad inviare il dossier sull’iter che ha portato a questa assegnazione alla Corte Costituzionale. La trattativa, dal punto di vista dei dem, va a buon fine. Il presidente del Senato accoglie la richiesta e chiarisce in Aula, alla ripresa dei lavori, che sì, la lettera sarà inviata alla Consulta, e sarà specificato che l’input è «del senatore Marcucci ma con il consenso di tutti i gruppi parlamentari». Il Pd ritiene la decisione della Giunta una «violazione del principio di elezione su base regionale sancito dall’articolo 57 della Costituzione, prefigura l’illegittima composizione dell’Assemblea del Senato», secondo i dem il rischio è «di pregiudicare la legittimità di ogni futura deliberazione assunta dal Senato», inoltre incalzano i senatori del Pd con un affondo contro il presidente Casellati, in questo modo si «mina in maniera irreparabile la credibilità dell’Organo e della sua Presidenza». La mancata assegnazione del seggio, secondo il gruppo Misto e il Pd dipende solo dal successo inatteso di M5S e dalla scelta del Movimento di utilizzare le pluricandidature. Non tardano ad arrivare le precisazioni del capogruppo Stefano Patuanelli che ricorda: «Se oggi il plenum dell’Aula non è garantito è per colpa di una legge elettorale che non abbiamo fatto noi e non abbiamo voluto noi. La Costituzione prevede che ci siano 315 senatori eletti al Senato». Accuse che vengono rinviate al mittente dal capogruppo Partito democratico in commissione Affari costituzionali Dario Parrini che spiega: «L’eventuale presenza di un vuoto nella legge si risolve cambiando la legge, non andando con arroganza contro di essa». «Nella legge elettorale in vigore- precisa ancora la senatrice M5s Alessandra Riccardi – esiste una norma di chiusura finalizzata a evitare che un seggio del Senato rimanga vacante per qualsiasi causa. Esiste e per questo deve essere applicata»

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