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Giuseppe Conte, tre giorni per decidere il suo futuro

ROMA PALAZZO CHIGI PPMartedì sera tutto sarà più chiaro. Il 20 agosto è il giorno decisivo per capire (finalmente) in che direzione volgerà la crisi di governo innescata da Matteo Salvini il 7 agosto scorso. Dopodomani al Senato Conte effettuerà le sue comunicazioni all’Aula. Poi potrebbe scegliere di andare subito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni, senza aspettare un voto di sfiducia in Parlamento. E’ uno scenario probabile, ma il premier potrebbe anche aspettare e dopo le sue comunicazioni potrebbero essere votate le risoluzioni che rappresentano a tutti gli effetti un atto di sfiducia. In caso di dimissioni le consultazioni del Presidente della Repubblica potrebbero iniziare il 22 agosto.

Crisi, quale futuro per Giuseppe Conte
Se Conte si presentasse dimissionario al Senato si tratterebbe di una mossa per non essere sfiduciato, e restare così nella cosiddetta “riserva della Repubblica”. Che cosa significa? In pratica, abbandonare la carica di primo ministro pur mantenendosi a disposizione per futuri incarichi. Quando la crisi di governo sarà finalmente esplicitata, il pallino passerà come da prassi al capo dello Stato, a quel Sergio Mattarella chiamato a fare da metronomo, a dettare i tempi, che sono già ristrettissimi. Mai un governo era caduto nei giorni di Ferragosto.

La partita di Conte è appena iniziata. Potrebbe spendersi come volto di una grande alleanza anti sovranista, e secondo fonti parlamentari riportate alcuni giorni fa dal Corriere della Sera, quando le elezioni sembravano più vicine, almeno una settantina di deputati del Movimento lo vorrebbe come leader, candidato in caso di ritorno alle urne. Lui ha sempre negato di voler continuare il suo impegno diretto in politica oltre l’orizzonte di questo governo, ma secondo tanti osservatori Conte coltiva anche l’ambizione di essere una sorta di riserva della Repubblica, e addirittura avrebbe anche fatto un pensierino al ruolo di commissario europeo per l’ Italia. I sondaggi degli ultimi mesi, pur non entusiasmanti, non l’hanno mai punito, e il consenso intorno alla sua figura è rimasto stabile. In tanti sono pronti a scommettere che l’impegno politico di Giuseppe Conte proseguirà anche oltre la giornata di martedì.

Crisi governo, Salvini potrebbe proporre “governo di scopo”
Su tutto aleggiano i dubbi di Salvini, che potrebbe sparigliare le carte con una proposta di governo di scopo, con tempi e programma certi, a cui potrebbe partecipare anche la Lega. Salvini lascia che sia proprio il presidente del Consiglio a fare la sua mossa. Ovvero a decidere se dimettersi o no: un gioco delle parti che non potrà durare ancora per molto.

Crisi di governo, Prodi: “Serve progetto di lunga durata”

L’accordo Pd-M5s, già sulla bocca di tutti, ancora non c’è. Ma riscuote, giorno dopo giorno, pareri sempre più favorevoli. Avalla il tutto anche Romano Prodi, in un fondo scritto per il Messaggero. “Bisogna partire”, ha osservato, “dalle ragioni che hanno portato al declino del governo attuale e preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. E’ un compito difficilissimo ma non impossibile. È stato messo in atto in Germania”, ragiona l’ex premier.

“È chiaro che l’accordo deve prima di tutto fondarsi sul reinserimento dell’Italia come membro attivo dell’Unione europea”, ha sottolineato Prodi, “forse bisognerebbe battezzare questa necessaria coalizione filoeuropea ‘Orsola’, cioè la versione italiana del nome della nuova presidente della Commissione europea. Deve essere un accordo duraturo: non per un tempo limitato ma nella prospettiva dell’intera legislatura”. “Non sarà certo facile – aggiunge il Professore – trovare l’unità necessaria per definire questo programma fra partiti che si sono tra di loro azzuffati per l’intera durata del governo e che hanno perfino un diverso concetto del ruolo delle istituzioni nella vita del Paese”.

Brunetta: “Soluzione non è governo Pd-M5s”
Non è chiaro se Prodi pensi a un governo che includa anche una parte di Forza Italia Aperture arrivano in tal senso da Brunetta. “Aprire una crisi, al buio, per giunta nel mese di agosto, mentre l’economia è in recessione, rischiando uno spread alle stelle e le banche in profondo rosso, è stato un gesto da masochisti e irresponsabili”. Lo afferma in un’intervista a La Stampa il responsabile economico di Forza Italia Renato Brunetta, che non esclude un governo “sostenuto da tutti i partiti” per salvare l’Italia dal caos.

Infatti, se lo sbocco della crisi “fosse davvero quello di nuove elezioni, l’Italia correrebbe dei pericoli gravissimi” secondo Brunetta, che spiega: “Già abbiamo sopportato 14 mesi di governo giallo-verde che ci hanno messo in ginocchio sotto ogni punto di vista”. Per Brunetta, la soluzione alla crisi non può passare da un accordo Pd-M5s, che giudica “un altro mostro, tale e quale al governo M5s-Lega”, né una nuova intesa tra i grillini e la Lega, che sarebbe, dice, “un mostro al quadrato”. E poiché questa crisi ha riportato indietro le lancette al 4 marzo 2018, “collocando al centro della politica non il Papeete Beach ma un parlamento dove i rapporti di forza sono ancora quelli voluti dagli elettori”, se si prospettassel’ipotesi di una maggioranza ampia, sotto la guida del presidente Mattarella, sostenuta da quasi tutte le forze rappresentate in parlamento “mi augurerei che tutti la sostenessero, non solo Forza Italia. Dico di più: sarei stupito se qualcuno volesse restarne fuori”.

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