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SALE LA TENSIONE A GAZA, RAZZI E TRE PALESTINESI UCCISI

Si riacutizza la tensione al confine con Gaza e minaccia di riverberarsi sulle elezioni israeliane del 17 settembre con le polemiche degli avversari di Netanyahu che accusano il premier di debolezza con Hamas. Nelle passate due notti, sono tornati i razzi dalla Striscia (4 in totale) che hanno riacceso l’allarme nelle comunità israeliane a ridosso del territorio palestinese, soprattutto nella cittadina di Sderot. Le sirene di allarme hanno costretto di nuovo la popolazione – dopo un periodo di relativa calma per la tregua mediata da Onu, Egitto e Qatar – a correre nei rifugi. L’Iron Dome, il sistema di difesa, ha intercettato 3 dei missili, ma ci sono stati danni ad una casa per le schegge e alcune persone ricoverate per piccole ferite e attacchi di panico. Ieri notte, a poche distanza di tempo dall’ultimo lancio, tre palestinesi – secondo il ministero della sanità della Striscia – sono stati uccisi da Israele lungo la linea di confine ed un altro è stato ferito in maniera grave. L’esercito israeliano – che ha sottolineato di ritenere Hamas responsabile di ciò che origina a Gaza – ha confermato l’episodio spiegando che in quelle ore è stato avvistato lungo il confine un gruppo di «uomini armati sospetti» e che contro di loro sono intervenuti, sparando, sia un carro armato sia un elicottero. Il portavoce militare ha anche diffuso un video del gruppo armato mentre si avvicina al confine. I media israeliani hanno parlato di un tentativo di infiltrazione nel territorio dello stato ebraico mentre fonti locali dalla Striscia hanno riferito che i 4 miliziani – tutti del campo profughi di Jabalya nel nord di Gaza – appartenevano alla Jihad islamica. Ai funerali di oggi le bare erano coperte delle bandiere di Hamas, Jihad e anche Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen. Il portavoce di Hamas Abdelatif al-Qanou sulla sua pagina di Facebook – ripresa dai media – ha definito i 4 uccisi «gioventù ribelle, riflesso del brutale comportamento (di Israele, ndr) contro il popolo di Gaza e prova della bruttura dei suoi crimini». Il nuovo picco di tensione non poteva che riflettersi sulla campagna elettorale per il voto del 17 settembre. Alon Davidi, sindaco di Sderot, cittadina ripetutamente colpita dai razzi da Gaza, ha invocato un’azione militare di terra nel territorio palestinese: «Dobbiamo avviare un’operazione su larga scala adesso e sradicare Hamas senza attendere altro tempo. Solo la forza può fermarli». Gli hanno fatto eco l’ex ministro della difesa Avigdor Lieberman, che si dimise dal governo di Netanyahu proprio per contrasti sulla linea da tenere a Gaza, e Benny Gantz principale avversario nel prossimo voto. «Il premier – ha attaccato il primo – »è un eccellente presentatore ma un leader debole che difetta di leadership ed è incapace di assumere decisioni in tempi difficili«. »Siamo di nuovo alle prese – ha aggiunto – con il comportamento scatenato di un premier che è in viaggio per l’Ucraina per un film di propaganda elettorale mentre i residenti del sud sono tenuti in ostaggio«. »La deterrenza – ha spiegato il secondo che è stato anche capo di stato maggiore – non è stato erosa, bensì cancellata«. A loro ha risposto subito lo stesso Netanyahu: »Se occorrerà – ha sottolineato – intraprenderemo una larga campagna, con elezioni o senza elezioni«./

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