| categoria: Il Commento

Ma a Roma adesso chi comanda davvero?

Di Giovanni Tagliapietra

I grillini hanno in mano il Campidoglio e la quasi totalità dei Municipi. Dirigono anche la Città Metropolitana, ma per finta, grazie alla benevolenza dell’opposizione. Ma non si può dire che governino sul serio Roma. Ancora meno oggi che grazie a loro il Pd è tornato in testa alla classifica e impone il ritmo e la linea a livello nazionale. E Zingaretti nel bene e nel male significa Roma e quell’antico gruppo dirigente del vecchio PCI che un po’ alla volta si è riciclato scoprendo la sua anima borghese. Dunque usciamo dall’equivoco. Il pallino del gioco nella città eterna ce l’hanno “altri”. La debolezza della amministrazione capitolina è direttamente proporzionale al peso che hanno avuto e hanno i poteri forti, quelle entità che non hanno bisogno di comparire in copertina ma che determinano scelte di fondo e strategie, in un intreccio di interessi che coinvolge e copre tutto e tutti. Imprenditori, palazzinari, uomini d’affari, politici e burattinai di ogni tipo, capaci di muovere pedine in ogni settore a loro piacimento, di consigliare i dirigenti dell’amministrazione capitolina e di pilotare indirettamente anche la massa dei comunales e delle loro famiglie. A questi poteri forti sono certamente più vicini i vecchi leader imborghesiti del Pd capitolino, mica sono tutti come quel romanticone di Giachetti. Dunque il Movimento Cinque Stelle non ha mai avuto nemmeno un briciolo di questo potere, mai è stato mai ammesso in quel club esclusivo, forse qualche personaggio di peso ha creduto di essere entrato nel giro, ma ha finito per bruciarsi le ali. E proprio per questo la Raggi e i suoi non sono stati in grado di controllare la situazione, di imporre un ritmo e una direzione al loro lavoro. Che poi abbiano fatto di tutto per farsi male da soli, per sprecare questa occasione unica di governare la capitale è altro discorso. I poteri forti hanno lasciato che l’amministrazione a cinque stelle andasse a fondo, che lasciasse andare a fondo la città, l’hanno indirizzata verso obiettivi marginali e romantici, come un governo ombra hanno lavorato per conto loro continuando a macinare utili e vantaggi esclusivi. Ora che il Pd è tornato partito di governo che ruolo può avere di fronte alla città, di fronte all’alleato a cinque stelle? Lo coinvolge nelle feste di palazzo, lo seduce, lo indirizza o lavora per fargli le scarpe, preparando una alternativa? Quelli del club esclusivo di cui sopra si stanno certamente fregando le mani, con il Pd si può parlare, i suoi leader sono lontani anni luce dall’atteggiamento bolso dei cinque stelle. Basta saper aspettare e fare poi le cose con prudenza. Con classe.

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