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Paziente muore, due equipaggi del 118 sequestrati in Calabria

5c4da2fffdfcea56ad3d7e731f29af59 Brutta avventura per gli equipaggi di due ambulanze del 118 a Rossano-Corigliano, in Calabria. In sei, tra medico, infermiere, e quattro autisti soccorritori sono stati presi in ostaggio dai parenti di una donna in arresto cardiaco dopo che le manovre rianimatorie non hanno dato esito e la paziente è deceduta.
Il fatto è accaduto ieri. La postazione di emergenza territoriale è stata chiamata per una persona in pericolo di vita. Inizialmente, in assenza di un’ambulanza con medico a bordo, la centrale ha mandato sul posto un mezzo con due autisti soccorritori. Subito dopo, non appena un’ambulanza con medico e infermiere si è resa libera è stata inviata sul posto. Nè l’intervento dei primi soccorritori, nè quello del medico sono riusciti a tenere in vita la paziente. I parenti, convinti che vi fosse stata inefficienza nell’organizzazione dei soccorsi hanno letteralmente sequestrato i due equipaggi del 118 chiudendoli in casa. Gli operatori sanitari sono stati liberati dai Carabinieri, chiamati per constatare la presunta trascuratezza dei soccorsi.

“La presenza del medico a bordo dei mezzi di soccorso del SET 118 non solo non è accessoria, al contrario, è indispensabile, per assicurare al cittadino in imminente pericolo di vita diagnosi e terapia potenzialmente salvavita. E’ un inalienabile standard di garanzia”, scrive in una nota il presidente nazionale del 118 Mario Balzanelli. E aggiunge: “E’ assurdo che il legislatore non abbia provveduto negli ultimi 27 anni a sancire uno standard di medicalizzazione dei mezzi del 118 uguale per tutti i territori regionali. Ma, ancor più, che in alcune regioni non siano neanche state previste le piante organiche mediche del SET 118, ricorrendo a sprechi assai ingenti”.
A questo si aggiunge, sottolinea il presidente del 118, “la vera e propria fuga dal sistema di emergenza da parte dei medici considerando la scarsa attrattività dei contratti”. “E’ indispensabile provvedere a misure incentivanti, che contemplino i rischi reali del servizio nelle postazioni, mobili e fisse. Indennità che dovrebbero essere calcolate e corrisposte anche agli infermieri e agli autisti-soccorritori del 118”. Balzanelli conclude sollecitando il ministro della Salute Roberto Speranza a mettere mano alla riforma istituzionale del Sistema 118 nazionale.

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