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SPARATORIA QUESTURA: SLITTANO I TEMPI DELL’AUTOPSIA

Si allungano i tempi per le autopsie sui corpi dei due agenti uccisi nella sparatoria di venerdì in Questura a Trieste: non saranno brevissimi. Tecnicamente l’incarico sarà conferito domani pomeriggio ma per completare tutti esami che richiederà la Procura – dettagliati e accurati secondo quanto si apprende – potrebbe occorrere anche più di una giornata. Dunque, i risultati potrebbero essere trasmessi ai magistrati nel fine settimana, ipotesi che farebbe slittare i funerali alla prossima settimana. Probabilmente, questi si svolgeranno con un ‘momentò, una cerimonia, a Trieste e successivamente nei rispettivi paesi, Velletri e Pozzuoli, come aveva annunciato ieri il Questore Giuseppe Petronzi. Intanto, dall’analisi accurata del video diffuso ieri dalla polizia, emergono alcuni particolari: Alejandro Augusto Stefan Meran è scalzo nel primo dei tre spezzoni del filmato. Secondo quanto si è appreso, il giovane sarebbe giunto con le infradito in Questura e dunque, una volta impegnato a fuggire, avrebbe preferito correre scalzo per maggiore agevolezza. altro particolare è il fatto che, sempre nello stesso spezzone, Alejandro impugna la pistola non come se volesse sparare ma la tiene per la parte superiore, tra la canna e il calcio, passandola da una mano all’altra nell’uscire dalla stanza vuota. Sempre dal punto di vista delle indagini, si è appreso che il cittadino dominicano, da ieri in prigione, ha nominato un proprio avvocato di fiducia, che sostituirà il legale d’ufficio che era stato nominato in un primo tempo. Intanto, sono ancora migliorate le condizioni dell’agente che era rimasto ferito a una mano, tanto che è stato oggi dimesso dall’Ospedale di Cattinara, dove era ricoverato nel reparto di Ortopedia. La vicenda è giunta oggi a Roma, dove alla Camera e in Senato è stato osservato un minuto di silenzio. La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha sottolineato il «senso del dovere, la dedizione, la capacità professionale» che ha sempre «contraddistinto due ragazzi definiti ‘sorridenti e generosì, così come sanno essere solo coloro che svolgono il proprio lavoro con passione e serenità». Un plauso anche ai «cittadini di Trieste che, per giorni, hanno reso omaggio a Matteo e Pierluigi recandosi presso l’ingresso della questura per lasciare fiori, disegni, biglietti e candele». Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, ha avuto parole di «apprezzamento e riconoscenza» per i due agenti uccisi: «Confrontarsi con queste tragedie è difficile e doloroso, tanto più se, vittime di un atto così vile ed efferato». Matteo e Pierluigi «interpretavano il proprio lavoro come missione e impegno civile al servizio della comunità». Infine, una notizia di servizio: la Questura di Trieste ha comunicato che in attesa di nuove determinazioni, i bonifici a favore delle famiglie dei poliziotti uccisi Demenego e Rotta non possono più essere disposte sul numero di Iban indicato ieri

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