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Fitto candidato governatore in Puglia? Che strana idea

La politica è fatta da grandi o piccole idee e da piccoli e grandi uomini che tentano di tradurle in pratica. Ci sono personaggi inaffondabili e inamovibili, ci sono meteore che vivono sul palcoscenico una sola stagione, e ci sono quelli che sanno aspettare, che si riciclano. Che riemergono e che magari tornano sul luogo del delitto. Lasciando da parte la grande politica val la pena di parlare ancbe di questo, è il sale della vita. E parliamo di Raffaele Fitto, figlio di un vecchio politico di razza democristiano, e lui stesso con una lunga carriera alle spalle, nonostante la ancor giovane età. La notizia non è chiarissima. Non è definita. Ma è ghiotta. Fitto candidato della Meloni in Puglia alle prossime regionali? Si possono valutare le implicazioni politiche, ma anche quelle umane. Un po’ di storia. Il giovane Fitto diventa consigliere regionale praticamente da post-adolescente. Il padre, si diceva, era uno dei padroni della politica pugliese, e dalla base di Maglie (città natale di Aldo Moro) governava di fatto gli equilibri della Regione. L’improvvisa morte del leader proietta nell’Olimpo il figlio. Spinto dalla madre, vera regista dell’operazione. Fitto Junior diventa governatore, un vero capo. Giovane, bello, arrogante, capace e forte della organizzazione messa in piedi dalla potentissima famiglia. Fa e disfa, la sua fama esce dai confini nazionali, viene indicato come delfino di Berlusconi per il meridione. Saltiamo i dettagli della carriera e delle vicenda politiche, come tutti governatori deve gestire la patata bollente della sanità, degli ospedali vanno chiusi, delle scelte dolorose vanno fatte. Su questo si scontrerà in una durissima campagna elettorale con Niki Vendola, che prevarrà per poche migliaia di voti sostenuto da tutta la sinistra che cercava l’occasione per liberarsi del centro destra. Da quel momento per Fitto le cose non vanno benissimo, si esilia presso il Parlamento Europeo, deve affrontare delle disavventure giudiziarie (ne uscirà bene): Poi è un girovagare nel sottobosco delle formazioni politiche del centro destra, tutte operazioni a perdere che non gli rendono giustizia ma gli garantiscono un minimo di visibilità. Infine l’approdo nel partito di Giorgia Meloni. FdI è partito in ascesa, la scelta sembra giusta per tornare in fretta in vetta. Ora nello scenario delle elezioni regionali c’è nel medio termine l’appuntamento con la Puglia. E qualcuno in Fratelli d’Italia ha subito detto, candidiamo Fitto, chi meglio di lui. Può funzionare? Dicono di sì. Lui smentisce, Giorgia insiste. Berlusconi vuole per il centro destra un candidato governatore di FI. Ma vista la storia potrebbe fare una eccezione per il suo ex pupillo?

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