| categoria: economia

COMMERCIANTI E ARTIGIANI, ‘BASTA ACCANIRSI CON NOI’

– Moneta elettronica, obbligo dei Pos, lotteria degli scontrini. Commercianti e artigiani non ci stanno: «basta accanirsi su di noi», basta «criminalizzare» i piccoli. E al governo – nonostante l’evitato aumento Iva da oltre 23 miliardi – rivolgono l’appello: colpite piuttosto i grandi evasori. Nel giorno della pubblicazione del decreto fiscale che punta a ‘stanarè risorse miliardarie dalla lotta all’evasione, è una levata di scudi quella che arriva dalla Cna, oggi riunita in assemblea nazionale ad Ancona alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Certo, c’è la vicinanza – in un messaggio al presidente della Cna Daniele Vaccarino – del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che invoca «regole semplici, amministrazioni efficienti ed una fiscalità equa, che non distorca la concorrenza tra operatori». Ad Ancona, fra le voci e le conferme sull’obbligo dei Pos, sulla lotteria che incentiverà alla richiesta degli scontrini da parte dei clienti, Vaccarino lamenta l’aspettativa delusa di «una nuova stagione di relazione col fisco» più semplice e con «un prelievo ragionevole». Chiede che alla moneta elettronica si accompagni un «drastico abbattimento dei costi e delle commissioni» con incentivi e non obblighi. E che non sia «rivolta contro alcune categorie professionali». Chiede che il contrasto all’evasione avvenga «senza criminalizzare indistintamente autonomi, artigiani, commercianti, professionisti e piccole imprese. Siamo stanchi di questo accanimento». Piuttosto «subito la web tax, perché è il momento di far pagare il giusto anche ai giganti della rete». Le richieste si estendono al cuneo fiscale, dove occorre anche «ridurre le voci di costo per le imprese» e all’Imu dove Cna vorrebbe la totale deducibilità dal 2020, non dal 2023. Confesercenti chiede il rinvio di almeno sei mesi dell’entrata in vigore lotteria degli scontrini, «nessun apparecchio ha le funzioni necessarie» e le imprese «devono spendere 600 milioni di euro per aggiornali». E punta a «prorogare e ampliare» il credito d’imposta, per l’acquisto dei dispositivi, che era già stato previsto per lo scontrino elettronico. tema caro anche a Confcommercio, secondo cui il credito d’imposta per la riduzione delle commissioni sulle carte di credito è «utile» ma ha una dotazione insufficiente (53,9 milioni a regime«. Il premier Conte, ad Ancona, apre a un taglio del cuneo per le imprese nel 2021, ma difende l’impostazione della manovra: »si vuole sostenere che il governo vuole colpire le partite Iv e i professionisti… nulla di più falso«. Patuanelli rassicura sulla flat tax assicurata fino a 65.000 euro, e torna ad aprire sull’estensione fino a 100.000 euro, »stiamo lavorando«. Il clima è di quelli clima che preannunciano un’approvazione parlamentare accidentata per la manovra 2020, che dovrebbe andare alle camere la prossima settimana

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