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Ex Ilva, Conte chiama Mattarella, sindacati ed enti locali

Operai davanti alla fabbrica Arcelor Mittal a Taranto, 5 novembre 2019. ANSA/RENATO INGENITO

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima delle due giornate di tempo che si è concesso il premier Conte per trovare un’efficace soluzione alla crisi dell’Ilva che rischia di lasciare senza lavoro 5mila persone, è stata all’insegna degli incontri con i sindacati, le istituzioni e gli enti locali. In primis il premier Giuseppe Conte ha incontrato Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poi ha chiamato la Regione Puglia, i sindacati e tutti quelli che con lui possono trovare una via d’uscita da quello che lui stesso ha definito un “allarme rosso”, dopo che la famiglia Mittal ha detto con chiarezza che avrebbe licenziato la metà dei 10.777 lavoratori dell’acciaieria di Taranto e degli altri siti del gruppo.

“Nazionalizzare? Stiamo già valutando tutte le possibili alternative”, ha detto il premier Conte, spiegando che una causa contro l’azienda sarebbe la “battaglia giudiziaria del secolo dalla quale usciremmo tutti sconfitti”. Fa un appello all’unità e alla compattezza anche dal Presidente della Camera Roberto Fico, che in serata, dopo aver auspicato che “lo Stato deve essere compatto per far valere ragioni e diritti”, ha aggiunto che “non si può pensare che una multinazionale stracci un contratto in questo modo così semplicistico”.

Nell’incontro con i sindacati, il Segretario della Cisl Annamaria Furlan scongiura la via legale “troppo lunga e alla fine ci ritroveremmo la fabbrica chiusa” e insiste sulla necessità delle reintroduzione dello scudo penale.”Non c’è un piano B – ha aggiunto la Furlan  –  per obbligare Arcelor Mittal ad aprire la trattativa”. Gli operai del gruppo, non solo a Taranto quindi com’era programmato, sciopereranno per 24 ore a partire dalle ore 7 di domani, in tutti i siti d’Italia, proclamato dai sindacati Fiom, Fim e Ui.

Il governatore della Puglia Michele Emiliano durante l’incontro ha detto che secondo lui “la decarbonizzazione è l’unica strada possibile, che peraltro aprirebbe possibilità di lavoro e di ricerca per tutti i soggetti che si misurano con la modernità” ed ha aggiunto che “questa fabbrica deve avere la possibilità di avviare la sua decarbonizzazione senza licenziare nessuno”.

ArcelorMittal ha nel frattempo presentato i conti del trimestre segnalando un calo della produzione di acciaio da 22,8 a 20,2 milioni di tonnellate e un rosso di circa mezzo miliardo di euro. “Continuiamo ad affrontare condizioni di mercato difficili, con prezzi dell’acciaio in ribasso e costi elevati della materia prima grezza”, ha detto il Presidente e amministratore delegato Lakshmi Nivas Mittal, sottolineando anche un peggioramento degli incidenti sul lavoro, a causa dei dati nello stabilimento di Taranto. “In questi mercati – ha proseguito – rimaniamo concentrati sulle nostre iniziative per migliorare il nostro rendimento e la nostra priorità è ridurre i costi, adeguare la produzione e assicurare una cassa positiva”.

Oggi a Palazzo Chigi alle 17:30 l’incontro tra Governo e sindacati sulla vicenda ex Ilva.

 

 

 

 

 

 

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