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Scossa di terremoto 4.4 fra Lazio e Abruzzo

Foto terremoto Bolsonaro

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata dagli strumenti dell’istituto nazionale di geofisica con epicentro a 5 chilometri a sud est di Balsorano, in provincia de L’Aquila, ad una profondità di 14 chilometri. La scossa è avvenuta alle 18.35 e subito dopo la popolazione ad Avezzano e in alcuni paesi della Marsica si è riversata in strada. Al momento non sono segnalati danni a persone o cose, come confermato anche dal vicesindaco di Balsorano, dai vigili del fuoco e dalla Protezione civile. La scossa è stata avvertita nettamente anche a Chieti. Paura anche a Roma dove la scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in diverse zone della città, principalmente ad Est: decine le chiamate arrivate in pochi minuti al Numero unico di emergenza Nue 112, al momento non vengono segnalati feriti o danni nella Capitale. Il terremoto è stato avvertito anche a Rieti e nel Frusinate, ma secondo alcune testimonianze anche nel centro di Napoli, in particolare ai piani alti degli edifici e nella zona del lungomare. Oggi le scuole rimarranno chiuse a Sora, in provincia di Frosinone, Balsorano e in altri otto Comuni della Marsica: Morino, Civita D’Antino, Civitella Roveto, Luco, Trasacco, Villavallelonga, San Vincenzo Valle Roveto e Canistro.

L’evento era stato preceduto da circa 30 piccoli terremoti (tutte inferiori a magnitudo 3), poi appunto la scossa più forte. Quindici le repliche nell’ora successiva (la maggiore di magnitudo 2.2).

Il sismologo Alessandro Amato ha osservato che è stata una sequenza sismica diversa da quella dell’Italia centrale ad avere attivato il terremoto. Ha detto “di un altro sistema di faglie. È comunque un’area ad alta pericolosità sismica”. Quella è la zona di terremoti storici come quello di Avezzano del 1915 e altri due importanti terremoti si sono registrati nel frusinate nel 1654 e più a Sud, verso il Molise, nel 1349.

La notte trascorsa è stata di paura a Balsorano, non ha piovuto ma ci sono stati 5 gradi. Per chi avesse avuto paura di rientrare a casa, c’era la disponibilità di dormire in una tenda riscaldata.

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