Per le regionali calabresi i sondaggi mettono n ei guai Zingaretti: il presidente Oliviero nella tornata precedente aveva stravinto con oltre il 60 per cento dei suffragi, oggi non arriverebbe al 4%. Dunque bisogna cambiare cavallo. Come se fosse facile. Il Pd calabrese è affidato a un commissario, Stefano Graziano che continua a battere su un tasto: “Per essere competitivi in Calabria c’è bisogno di rinnovamento. Lo hanno compreso sia la maggioranza del gruppo dirigente calabrese del Pd che il centrosinistra locale visto il logoramento del partito negli ultimi anni”. Il punto è, per Graziano, convincere il governatore uscente a fare un passo indietro e lavorare su un’altra candidatura: “Ho fatto a Oliverio più volte appello perché un politico di lungo corso come lui non può non avere senso di responsabilità generosità e lealtà che dovrebbero essere nel suo dna”.
Oliverio sembra intenzionato ad andare avanti. E anche se Pippo Callipo, l’imprenditore del tonno, grazie al quale i Dem speravano di incrociare i consensi grillini, oggi si è tirato indietro affermando non esserci le condizioni per un suo impegno diretto a correre per la presidenza della Regione Calabria il 26 gennaio, il Pd non tornerà su Oliverio. Per il Nazareno è comunque indispensabile un candidato che sappia parlare a quel popolo grillino che si riconoscerà in una lista civica senza insegne, se sarà questa la scelta voluta da Luigi Di Maio.  Un rompicapo per il centrosinistra. Anche se a destra non va meglio dopo il no di Matteo Salvini a Mario Occhiuto .