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Venezia, la città stenta a recuperare. Conte promette il Mose

 

 

Foto venezia acqua alta

Il Premier Giuseppe Conte si è recato a Venezia per l’emergenza acqua alta a Venezia, domani è previsto un consiglio dei ministri per capire cosa fare. Ancora c’è un dibattito politico sul Mose che si trascina da anni, si farà? Non si farà? Conte garantisce di si, che si farà entro il 2021. Tutte opere necessarie, ma per paura che intorno a queste ci siano le tangenti per questo o quello si è evitato di farle, per l’incapacità di controllare, che sfugga sempre qualcosa e qualcuno.

Gravi i danni a negozi, alberghi, hotel, devastati e allagati, a cominciare dallo storico Gritti. Traghetti e motoscafi affondati, la Basilica di San Marco con l’acqua che ha sommerso la cripta. Qualcuno ha usato Piazza san Marco come una piscina per fare il bagno. Si teme una nuova ondata di mal tempo, con cui tutta l’Italia dovrà fare i conti. Questa è la prova della inutilità della politica che ha giocato al rimpallo delle sue responsabilità fino ad oggi, certamente incapace di trovare soluzioni per questa Venezia, un gioello italiano che tutti ci invidiano, finito sotto una marea d’acqua eccezionale che si è introdotta nella laguna sommergendola fino al collo, un’acqua salata che non raggiungeva questi livelli dal 1966: un picco di 1,87 metri.

Il Teatro La Fenice è stato dichiarabile inagibile speriamo solo fino ad oggi, ha annullato i concerti, ci auguriamo  che presto possa riprendere la sua attività. Ci sono negozi storici, come una Farmacia del ‘600, con legni di fattura finissima, aggrediti dal sale contenuto nell’acqua che oltre a gonfiarsi distruggono in fretta la struttura.

La popolazione al momento è demotivata, ma è solidale. Tanta rabbia perchè sei miliardi di euro sono stati spesi per alcuni interventi ma non sono serviti a molto. La città è in ginocchio lo stesso. I tassisti hanno dati passaggi gratis a chi aveva bisogno, l’immondizia è stata spostata gratuitamente, chiunque fra i cittadini ha fatto ciò che ha potuto, mentre i turisti appaiono divertiti e soorridenti, scattano fotografie e non sembrano neppure tanto infastiditi del fatto che non si trova facilmente da mangiare e da bere in giro, perchè i locali sono ovviamente chiusi, sanno di fare parte di un momento unico, di cui tutti i giornali del mondo parlano e già questo evento per loro è valso il biglietto aereo.

L’acqua della laguna è acqua salata, risale i mattoni, in particolare quelli delle chiese e della splendida San Marco, rivestita di marmi pregiatissimi e delle spettacolari tesserine d’oro, i preziosi mosaici, attaccati a pareti e al soffitto con le malte ma che con questo sale che deteriora tutto dovranno prendersi delle misure straordinarie molto presto, perchè se tutto sembra restare in piedi adesso, non è detto che duri a lungo. I danni sono ancora incalcolabili per tutta la città e nessuno ha saputo prevedere realmente questo, anche alla luce di tutte le discussioni fatte negli ultimi mesi sul cambiamento climatico, gli incontri e i convegni sul riscaldamento globale, le depressioni, i venti, provenienti dal Mediterraneo. Cosa ci è voluto per arrivare a trovare una soluzione per mettere al riparo una città tanto delicata come Venezia che veniva lasciata attraversare da enormi navi nonostante le proteste di migliaia di cittadini? Il progetto di spostarle a Marghera ha fatto una fatica incredibile prima di prendere forma, nonostante ciò ancora Venezia non vuole perdere del tutto il suo traffico turistico ed essere lasciata del tutto fuori dal giro delle grandi navi e quindi c’è ancora qualcuno che vuole pianificarne un passaggio futuro in modo più sostenibile.

Non se ne verrà mai fuori in questa città, se resisterà a noi esseri disumani!

V.S.

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