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Rieccolo, De Vito sfida tutti e torna in Campidoglio

de-vito-in-campidoglioDai domiciliari all’Aula Giulio Cesare.Il ritorno  8 mesi dopo l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma che gli era costata la sospensione. Polemiche e applausi, saluta i consiglieri con un “Dove eravamo rimasti”

“Heri dicebamus”, ovvero “Dove eravamo rimasti?”. Sono le prime parole, citando Enzo Tortora, pronunciate dal presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, tornato oggi sullo scranno più alto dell’aula Giuli Cesare dopo la revoca degli arresti domiciliari.

De Vito ha salutato uno per uno tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, ed è stato accolto da un lunghissimo applauso. “È un piacere e un onore tornare a presiedere quest’Aula e ritrovare i colleghi”, ha detto De Vito.

Presenti tra il pubblico esponenti e militanti del M5S tra i quali la sorella Francesca De Vito, consigliera regionale del Lazio, e Roberta Capoccioni, ex presidente del III Municipio che nella sua Giunta annoverava anche la moglie del presidente dell’Aula.

Stando a quanto emerso dopo la riunione della conferenza dei capigruppo dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito torna all’interno del gruppo del Movimento Cinque Stelle. Nonostante l’apertura negli scorsi mesi di un procedimento da parte dei probiviri e le dure parole del capo politico Luigi Di Maio, De Vito non è mai stato espulso dal M5S.

L’apertura dell’aula, prevista per le 13, è stata posticipata per permettere agli uffici di preparare la revoca della surroga temporanea che andrà votata dai consiglieri per formalizzare il reintegro di De Vito, che non è mai decaduto dal ruolo di presidente dell’Assemblea.

Dopo la scarcerazione, infatti, la prefettura di Roma ha accertato il venir meno delle condizioni della sospensione del presidente del Consiglio comunale in base alla Legge Severino. La prefettura ha comunicato al Campidoglio, attraverso la pubblicazione sull’Albo pretorio, il provvedimento di reintegro del consigliere De Vito, finito in carcere e poi scarcerato nell’ambito di un filone di inchiesta relativo al nuovo stadio della Roma.

 

“Vicinanza umana, ma inopportunità politica”. Le opposizioni di centrodestra e centrosinistra in Assemblea capitolina chiedono un passo indietro al presidente Marcello De Vito, tornato oggi in Aula dopo la revoca dei domiciliari in attesa del processo che si terrà a dicembre. Mentre la ex dissidente M5S Cristina Grancio ha abbandonato in polemica l’Assemblea, i rappresentanti di Fdi e Pd hanno invitato De Vito a riflettere sulla possibilità di lasciare il proprio ruolo.

“Non si può far finta di niente di fronte a un momento così importante per l’Aula. Diversamente da quanto accaduto in altri momenti per altre forze politiche, io non abbandonerò l’Aula”, ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo.

“Nel momento in cui lei torna a presiedere l’Aula, ribadendo che dal punto di vista umano siamo contenti di vederla, la invitiamo a riflettere sul mantenere il ruolo di presidente dell’Assemblea capitolina. Per motivi politici, e non umani, oggi mi sento di chiederle e di valutare l’opportunità politica della sua permanenza come presidente dell’aula. Noi firmeremo la revoca”.

Come detto in capigruppo, ha aggiunto il presidente del gruppo Pd, Giulio Pelonzi, “sottolineiamo la comprensione della vicenda umana e ci auguriamo il meglio per la persona, con ampia fiducia nella magistratura. Anche noi come gli altri gruppi ci preoccupiamo del profilo politico-istituzionale del presidente dell’Assemblea in un momento delicato come questo, in cui ci avviciniamo alla riforma di Roma Capitale. Ci interroghiamo sull’opportunità dello svolgimento del suo ruolo con un processo da affrontare, e la invitiamo anche noi a riflettere”.

“Vi ringrazio e prendo atto delle vostre considerazioni. Grazie dell’appunto e del richiamo ai doveri della mia funzione, che accolgo certamente”, la replica di De Vito. Al momento, ha spiegato il presidente, “non c’è alcuna istanza di revoca con 24 firme, laddove ci dovesse essere sarà cura della presidenza calendarizzarla nei termini di regolamento”.

Se le opposizioni sono unite nel chiedere un passo indietro al presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, a essere spaccata sul punto è la maggioranza M5S.

“Desidero unirmi ai richiami fatti dagli altri gruppi politici, il suo ruolo è delicato. Dal punto di vista umano ribadisco la massima vicinanza, ma è opportuno riflettere sul ruolo che si ricopre. Ci tenevo a dirlo perché noi, io come lei, rappresentiamo tutti i cittadini. Purtroppo è un mio difetto dire quello che penso”, ha detto in Aula il consigliere pentastellato Enrico Stefano.

Dura, però, la replica della collega di gruppo Monica Montella: “Se stiamo facendo un ragionamento di legalità, lo facciamo per tutti. Bordoni, segretario d’Aula è stato indagato e non ha detto niente nessuno, adesso tutti ci meravigliamo per questa situazione. Questa ipocrisia mi fa schifo”, le parole dell’esponente M5S.

De Vito, comunque, tiene il punto e non ha intenzione di dimettersi: se l’Aula vorrà destituirlo dalla carica di presidente dovrà presentare e votare una revoca formale con tutte le conseguenze – compresa l’eventuale causa risarcitoria nei confronti dei consiglieri in caso di assoluzione – del caso.

“Ringrazio per il richiamo al rispetto dei miei doveri- ha detto il presidente- Ho verificato il testo, non vedo elementi ostativi alla funzione che ricopro e alla prosecuzione della seduta odierna. Non trovo accoglibile il richiamo al regolamento e ribadisco che se verrà presentata una richiesta di revoca con 24 firme verrà messa in calendario”, ha concluso De Vito.

(Fonte Dire)

 

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