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I finanziatori di Renzi sotto tiro

“Anche oggi ci sono state alcune perquisizioni della Guardia di Finanza in merito a presunti finanziamenti illeciti ai partiti. Oltre al traffico di influenze illecite, sarebbero contestati anche i reati di riciclaggio e autoriciclaggio. Non e’ la prima volta che succede una cosa simile. E’ evidente che c’e’ un problema serio per quanto riguarda i fondi e i finanziamenti che ricevono i partiti che finalmente abbiamo disciplinato con la nuova legge anticorruzione”. Lo afferma in una nota Luigi Di Maio. “Lo abbiamo chiesto in piu’ occasioni e continuiamo a farlo oggi: serve subito una commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti. Lo chiederemo nel contratto di governo che vogliamo far partire a gennaio – sottolinea il capo politico M5s -. Si chiami patto, contratto, accordo, l’importante e’ che ci siano i contenuti. Questo Governo durera’ tre anni, se le forze politiche di Governo saranno compatte e se garantiremo la massima trasparenza sulla gestione di fondi pubblici e privati”, conclude Di Maio.

Sono in corso da questa mattina a Firenze e in altre città italiane perquisizioni della guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura fiorentina sulla Fondazione Open, che era stata creata con lo scopo di supportare le attività e le iniziativa di Matteo Renzi, compresa la Leopolda, fornendo un contributo finanziario, organizzativo e di idee, come recitava lo statuto, poco prima della partecipazione per la prima volta di Renzi, all’epoca sindaco di Firenze, alle primarie nazionali del Pd per la carica di segretario del partito, in cui fu sconfitto da Pierluigi Bersani. Secondo quanto appreso, la procura, tra i reati contestati nell’inchiesta a vario titolo agli indagati, di cui ancora non si conosce il numero, considera riciclaggio, traffico di influenze, autoriciclaggio e finanziamento illecito ai partiti.Nel settembre scorso, nell’ambito di questa inchiesta, era stato perquisito lo studio dell’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della fondazione Open e uomo da sempre vicino all’ex premier, ed era stato acquisito dagli investigatori materiale informatico e diversi faldoni di documenti. Contro i sequestri di documenti la difesa di Bianchi, che sarebbe indagato per traffico d’influenze illecite, aveva presentato ricorso al tribunale del Riesame, rigettato dai giudici il 24 ottobre scorso. L’indagine nei confronti di Bianchi sarebbe nata da una parcella che la holding Toto avrebbe pagato all’ex presidente della fondazione Open per una consulenza in una causa amministrativa.

Da quanto si apprende, le perquisizioni effettuate dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura fiorentina sulla fondazione Open sono in corso a Firenze e in altre nove città italiane: Milano, Modena, Torino, Bari, Alessandria, Pistoia, Roma, Napoli, Palermo.

Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, coordinati dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e dal procuratore aggiunto Luca Turco, sarebbero finiti gli imprenditori che avrebbero versato soldi all’avvocato Bianchi sotto forma di consulenza professionale, soldi che poi, secondo gli inquirenti, sarebbero finiti nelle casse della fondazione Open. Sono oltre venti le perquisizioni in corso da stamani all’alba in dieci città. Secondo la procura fiorentina, la fondazione Open avrebbe agito come “articolazione di un partito politico”.

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