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E se il M5S diventa una “costola” del Pd?

Tempi duri per la politica, che di tradizionale ormai non ha più nulla. Saltano i punti di riferimento, il centro destra non è più “quel centro destra”, il Pd non è più quel partito e la sinistra è una entità confusa e contradditoria, Il Movimento di Grillo? Non è più né carne né pesce, lontanissimo da quel soggetto politico che aveva fatto sognare milioni di italiani. Oggi ci sono le “sardine”, ricordano le “pantere” del secolo scorso, movimento indefinito, più vicino alla sinistra che al centro, naturalmente. Ma sostanzialmente “contro”. Fa gioco a tutti, al governo, all’opposizione. Se c’è un grande burattinaio l’idea di gettare sul tavolo l’idea di un movimento sostanzialmente fatto da giovani per creare un po’ di panna montata può essere mediaticamente geniale. Ma per ora nulla più. La politica italiana cambia in fretta e troppe variabili sono fuori controllo, si avvicina Natale, ma c’è una confusa manovra da portare in porto e l’incubo delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria a condizionare ogni scelta. La sensazione che il Movimento scaturito dai “vaffa day” di Grillo stia diventando per sopravvivere una costola del Pd è forte, e questo non rafforza Zingaretti. Se il Pd con o senza grillini non vince le regionali vanno tutti a fondo. Con Salvini al 33 per cento e la Meloni sopra il dieci c’è poco da scherzare. Da come si stanno mettendo le cose se potesse tornare indietro Di Maio lo farebbe di corsa, pur di sopravvivere. In sostanza, siamo messi male.  L’Italia diventa sovranista?  Secondo gli analisti e i sondaggisti lo è già almeno al 40 per cento, e questo deve far riflettere. Un bacino molto ampio di elettori sembra ritenere che l’Italia debba contare di più e riacquisire una parte di poteri ceduta nel corso degli anni all’Unione europea. Pare anche che questa tipologia di sovranisti sia trasversale e che raggiunga anche praterie incontaminate a sinistra. Più confusa di così la situazione non può essere. Le cronache consegnano alla storia un nuovo partito, Vox Italia, lanciato domenica a Milano e che ha come ideologo Diego Fusaro: pescherà tra i grillini doppiamente delusi? Di Maio appare sempre più in difficoltà soprattutto in termini di leadership interna, tanto che il fondatore del M5S è dovuto intervenire pesantemente. Un segno di debolezza, non di forza. La prospettiva dunque è che il M5S diventi una sorta di costola del Pd, magari una specie di LeU e di partito a sinistra del Pd. E la conseguenza, ovvia, è che una fetta di elettori grillini (sovranisti e non solo) emigrino verso altre formazioni politiche, tra le quali la Lega, Fratelli d’Italia e, perché no, la neo-nata Vox Italia. Peggio di così non può andare

 

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