| categoria: Roma e Lazio

IN PRIMO PIANO/ Ma i rifiuti dove li metto?

La Raggi in un vicolo cieco, emergenza inevitabile. L’ordinanza del sindaco di dirottare l’immondizia a Civitavecchia finisce contro un muro, non si può fare e scoppia la rivolta contro la capitale. Salvini piomba in città come un falco. Dunque  dopo lo stop di Colleferro si è in un vicolo cieco, mentre dalla Regione arriva un ultimatum che prelude ad un meccanismo di commissariamento

Di Paolo Dordit

Rifiuti , siamo al caos, e l’emergenza è dietro l’angolo.  Sembra un risiko, peggio, un Monopoli, dove la tappa in prigione senza passare per il via sembra inevitabile. Dopo Colleferro esplode il caso Civitavecchia.  Che diventa l’ennesima, convulsa  battaglia politica con Salvini che si precipita nel comune costiero per gestire l’insperata occasione di cavalcare gratis una protesta anti-Raggi.  Una bella conferenza stampa e via. Virginia  ha tutti contro. Il sindaco di Civitavecchia,  pronto ad alzare tutte le barricate del caso, e la Regione nella persona dell’assessore  Massimo Valeriani che scandisce un autentico ultimatum:  se entro questa settimana Roma Capitale non darà una risposta sugli impianti che devono essere realizzati in citta’ per scongiurare l’emergenza rifiuti, prima faremo un’ordinanza e se non verra’ ottemperata scatteranno i poteri sostitutivi di surroga della Regione con un meccanismo di commissariamento.
Siamo all’ultimo, estremo capitolo. Una autentica Waterloo per Virginia Raggi che si trova per l’ennesima volta impelagata in una emergenza rifiuti senza una soluzione di riserva. Inutile varare una ordinanza che dirotta i camion dell’immondizia sulla discarica della città portuale dopo la chiusura degli impianti di Colleferro se la soluzione non è praticabile.  La discarica di Civitavecchia infatti non può accogliere le mille tonnellate indicata dal sindaco capitolino. Il proprietario dell’impianto in questione ha già avvertito la Città Metropolitana e  la Regione di non essere in grado di accogliere duecento tonnellate in più delle 300 tonnellate al giorno di scarti che già arrivano da Roma. Ma non potevano parlarsi prima?  La ragione è tecnica e non politica. Altri soggetti usano quella discarica, Giovi (proprietario dei due Tmb di Malagrotta), la ditta abruzzese Aciam e quella di Pomezia Ecosystem.  Gli spazi in più all’Ama verrebbero tolti agli altri. Discorso (per ora) chiuso.  Tutto resta per aria, non resta che aspettare la riapertura dell’impianto di Colleferro, se come e quando avverrà.  Tenendo conto che nel Tmb di Rocca Cencia la fila dei camion è ormai lunghissima, segnale di un impianto ormai pieno. Che si fa?  La Raggi è ormai in un cul de sac e ogni mossa diventa oggetto di rissa politica. Il sindaco di Civitavecchia (leghista) Ernesto Tedesco picchia duro, lo citiamo per sottolineare il tono. “Sull’opportunità politica di una operazione simile c’è poco da dire, è un atto di arroganza di un potere contro un territorio che considera alla stregua di un tappeto sotto cui nascondere il risultato della propria incompetenza. Ma noi intendiamo verificare che l’ordinanza che Virginia Raggi ha fatto adottare alla Citta’ Metropolitana sia legittima fino all’ultima lettera”.  E non è tutto: “Vi sono in particolare dei risvolti in ambito sanitario e di sicurezza, oltre che ambientali- continua il primo cittadino- che in qualita’ di massimo garante della salute del territorio ho il dovere di valutare. Per questo verifiche sono in corso da parte di tutti gli uffici comunali competenti, mentre la Polizia locale si trova all’esterno della discarica per controllare in maniera capillare tutto il traffico in uscita e in entrata dal sito”.

Capito l’antifona?  E’ la lezione di Salvini. Il fatto è che Civitavecchia ha il dente avvelenato: Dalla Citta’ Metropolitana la minima attenzione, se non quella di sindacare sullo spostamento del giorno di conferimento della plastica differenziata, E ora si trova sul groppone oltre mille tonnellate al giorno di rifiuti della Capitale. Venerdi’ scorso la città portuale ha chiesto lo stato di calamita’ naturale, ridotta in ginocchio da dieci giorni consecutivi di maltempo. E dalla Città Metropolitana non è venuto nemmeno un cenno di solidarietà…

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