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Visita a sorpresa di Trump a Kabul

Nel giorno della Festa del ringraziamento Donald Trump regala l’ennesimo colpo di scena con una visita a sorpresa alle truppe americane in Afghanistan. Visita nel corso della quale annuncia la ripresa dei negoziati con i talebani: «Vogliono un accordo, lo vogliono con forza, e ci stiamo incontrando con loro», ha affermato al temine del faccia a faccia avuto con il presidente afghano, Ashraf Ghani, ribadendo l’intenzione di ridurre il numero di militari Usa nel Paese da circa 12.000 a 8.600. Partito in gran segreto dalla sua residenza di Mar-a-ago, in Florida, dove si trovava per il Thanksgiving, Trump è arrivato a Kabul per una missione durata poco più di due ore. Una mossa che potrebbe imprimere una svolta ai colloqui pace dopo mesi di stallo. Trump ha mostrato di crederci, parlando insieme a Ghani di «grandi progressi» con i talebani: «Prima non volevano un cessate il fuoco, mentre ora sono pronti per un accordo, siamo molto vicini». Del resto, ha aggiunto il tycoon, «noi resteremo qui fino a che non ci sarà un’intesa, o fino a che non otterremo una vittoria definitiva. E loro – ha ribadito – vogliono l’accordo». Parlando alle truppe in un hangar della base di Bagram, alle porte di Kabul, il presidente americano appare soddisfatto. Ancora brucia il fallito vertice tra le parti che aveva organizzato segretamente a Camp David nel settembre scorso, per tentare di chiudere definitivamente la partita afghana. Ma poi l’incontro non si fece, rinviato all’ultimo minuto. Ora Trump ci riprova. Ma la visita in Afghanistan cade anche in un momento di crescente tensione tra la Casa Bianca da una parte e i vertici del Pentagono e delle forze armate dall’altra. Nervi sempre più tesi sia per il ritiro dei militari Usa dal nord della Siria, abbandonando gli alleati curdi, sia per il caso dei Navy Seal accusati di crimini di guerra dalla giustizia militare e ‘graziatì dal Commander in Chief. Così il bagno di folla tra i soldati in Afghanistan si è trasformato in un potente spot per il presidente, che ha persino servito il tacchino alle truppe che festeggiavano il Thanksgiving nella caffetteria della base: «Tornerete a casa», ha promesso a tutti, stringendo mani e mettendosi in posa per decine di foto ricordo. Il messaggio è chiaro ed è quello che il tycoon porta avanti da sempre: basta con le guerre senza fine, di cui l’Afghanistan è l’emblema assoluto. E basta con i militari perseguiti anche se su di loro gravano sospetti o accuse di crimini di guerra, come nel caso del Navy Seal Edward Gallagher, degradato dall’esercito e riabilitato dall’inquilino della Casa Bianca. Trump in Afghanistan ha voluto con sè anche il capo dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney, il consigliere per la sicurezza nazionale Robert ÒBrien e il capo di stato maggiore Mark Milley

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