| categoria: Roma e Lazio

Riapre la discarica a Colleferro, in arrivo la lista dei siti per Roma

Grazie alla riapertura dell’impianto di Colleferro, Ama potrà tornare a mandare a trattamento fuori dai confini della città tutti quei rifiuti talquali che il suo tmb di Rocca Cencia e i due di Malagrotta (che hanno ripreso da fine mese a lavorare 1250 tonnellate al giorno) non sono in grado di trattare per insufficienza di capacità. L’amministratore unico della municipalizzata capitolina dei rifiuti, Stefano Zaghis, ha partecipato in mattinata all’ultima riunione dell’organismo tecnico istituito con ordinanza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e composto dagli uffici preposti di Regione, Comune e Città Metropolitana, che domani indicherà la lista di aree idonee per costruire la discarica di Roma. Zaghis si e’ impegnato a bandire la gara europea per il trasporto all’estero dei rifiuti di Roma: a questo scopo giovedì ci sarà una riunione con Invitalia (che aiuterà l’Ama a costruire questa procedura). Al più tardi, nello stesso giorno l’azienda municipalizzata dovrebbe fornire le due aree dove realizzare altrettante stazioni di trasferenza, altro punto previsto nell’ordinanza della scorsa settimana del governatore. La prescrizione più importante di quell’atto riguarda il sito dove andrà realizzata la discarica di Roma per evitare che la città vada in emergenza igienico sanitaria, visto che dal 15 gennaio 2020 chiuderà definitivamente la discarica di Colleferro. Domani l’organismo tecnico fornirà la relazione finale indicando da una parte una lista con gli impianti di smaltimento in esercizio (che presumibilmente necessiteranno di opere per ospitare una discarica di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani) e dall’altra un elenco di aree idonee partendo da quelle con minori criticità. A quel punto la palla passerà alla sindaca Raggi, che avrà una settimana di tempo per scegliere dove far costruire la nuova discarica di Roma, oltre sei anni dopo la chiusura di Malagrotta.

Secondo quanto apprende l’agenzia Dire, il clima è stato costruttivo e c’è la consapevolezza che stavolta non si può più perdere tempo. Anche perché in caso di rifiuto della prima cittadina, Zingaretti nominerà al suo posto uno o più soggetti attuatori dell’ordinanza e manderà le carte in procura

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