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ALITALIA, LEOGRANDE AL MISE IN SETTIMANA,SCIOPERO IL 13

 La partita Alitalia finisce in mano a Giuseppe Leogrande. Toccherà a lui trovare entro il 31 maggio del prossimo anno una soluzione per salvare e rilanciare, in via definitiva, la compagnia. Nei primi giorni della prossima settimana, probabilmente già martedì, il nuovo ‘super commissariò incontrerà il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per fare il punto della situazione. Da lì partirà il suo lavoro, probabilmente coadiuvato da altri manager esperti non solo di amministrazione straordinaria, ma anche più in generale del settore trasporto aereo. Lo stesso Leogrande potrebbe decidere infatti di affiancare al suo ruolo quello di Giancarlo Zeni, amministratore delegato di Blue Panorama, la compagnia che il neo commissario di Alitalia ha contribuito a risanare a partire dal 2014. Segnata con la svolta di ieri la discontinuità rispetto alla gestione dei tre commissari precedenti, Patuanelli approfitta intanto per tornare a puntualizzare i motivi delle scelte del governo: non solo sulla concessione degli altri 400 milioni di prestito ponte alla compagnia, ma anche sulla decisione di chiudere la partita con Atlantia. Il mercato, spiega, non ha risposto positivamente alla chiamata di Laghi, Paleari e Discepolo «per fattori che sono andati oltre al dossier della compagnia di bandiera. Ma è bene chiarire – rivendica il ministro cinquestelle – che questo non comporta allo Stato di essere schiacciato su scelte altrui o di restare inerme dinanzi agli aut aut». Con la nuova tranche e il nuoco commissario, il rilancio della compagnia è possibile, insiste, anche se non semplice. Ma per l’Italia è quasi un obbligo visto che «un grande Paese come il nostro – afferma il titolare del Mise ricordando anche il »passato ingombrante« dei ‘capitani coraggiosì – deve poter avere una compagnia aerea di bandiera finalmente risanata, dopo che la prima e la seconda Repubblica l’hanno quasi lasciata a terra». In attesa di capire quali saranno i primi passi del commissario unico, senza che la parola esuberi sia mai stata ufficialmente pronunciata, sostituita dalle più edulcorate ‘efficientamentò o ‘riorganizzazionè, tra i sindacati sembra per ora dominare una posizione attendista, anche in vista dello sciopero, per ora confermato, del 13 dicembre. A metà novembre Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno infatti proclamato per venerdì prossimo 24 ore di stop, a cui si è aggiunta anche l’Usb, convinta dell’insufficienza della nomina di Leogrande per la soluzione della situazione. L’arrivo del commissario convince invece i piloti dell’Anp, che definisce la decisione del governo «una scelta sensata, visti anche gli ottimi risultati ottenuti nella vicenda Blue Panorama».

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