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FOCUS/ NUOVI RAID DI HAFTAR, TRIPOLI ABBATTE UN MIG

 Mentre a Roma la crisi libica è al centro dei Med Dialogues, si registra una nuova fiammata sul terreno della battaglia per Tripoli: gli aerei da caccia del generale Khalifa Haftar hanno compiuto raid in diversi punti periferici della capitale libica e forze che difendono il premier Fayez al-Sarraj hanno risposto con artiglieria e contraerea, riuscendo anche ad abbattere un Mig. In prima serata le pagine Facebook dei due schieramenti non fornivano indicazione su morti e feriti di questo sussulto del conflitto relativamente a bassa intensità che, scatenato a inizio aprile dall’attacco a Tripoli delle forze di Haftar, si trascina con il coinvolgimento semi-segreto di potenze straniere. I «caccia» hanno eseguito «più di sei raid» contro «postazioni e basi» delle milizie avversarie lungo imprecisati «assi della capitale», ha riferito l’ «Esercito nazionale libico» di cui Haftar è comandante generale, senza fornire altre indicazioni. Dal canto suo «Vulcano di collera», l’operazione delle formazioni filo-Sarraj, ha annunciato di aver condotto «un attacco» dopo l’impiego di artiglieria pesante e colpi di mortaio« tra l’altro contro »un deposito di munizioni« a Yarmouk, una zona circa 15 km a sud del lungomare di Tripoli. Le milizie a difesa dell’esecutivo di Sarraj, riconosciuto dall’Onu, hanno poi annunciato l’abbattimento di un »Mig-23« caduto a sud di Zawiya, circa 45 km a ovest della capitale. Per conferma hanno mostrato la foto di un pilota che scende col paracadute. Si tratterebbe del terzo aereo di Haftar abbattuto dall’inizio del conflitto, a fronte di almeno tre persi dai filo-Sarraj. Quello odierno è il più recente episodio di quello che nelle intenzioni di Haftar doveva essere un »conflitto lampo« ma, come fanno notare da tempo gli osservatori, si è trasformato in una guerra di logoramento, grazie anche al supporto di sponsor esterni che forniscono armamenti e tecnologie belliche sempre più sofisticate in lampante violazione dell’embargo sulle armi del 2011. Il conflitto tra Sarraj e Haftar è infatti una guerra »per procura« con il coinvolgimento di attori regionali (Emirati Arabi Uniti ed Egitto dietro il generale, opposti a Turchia e Qatar in appoggio al premier) ma anche con lo zampino sempre denunciato e sempre smentito di potenze straniere come Francia e Russia. Quest’ultima attraverso mercenari che, almeno secondo autorevoli indiscrezioni circolate sui media, sarebbero arrivati ad abbattere un drone-spia americano il mese.

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