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SINDACO DI BIELLA INDAGATO,PER USO ‘PRIVATÒ AUTO BLU

 – Il sindaco leghista di Biella, Claudio Corradino, è di nuovo nell’occhio del ciclone. Solo dieci giorni dopo la ‘buferà per l’iniziale no alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre, questa volta a tirarlo in ballo è un’inchiesta della Procura che ipotizza il reato di peculato d’uso. Corradino avrebbe utilizzato l’auto di servizio per questioni private e in orari diversi dalle attività istituzionali. A portare la magistratura biellese a indagare sul conto del primo cittadino, sarebbe stata la denuncia, con relativa documentazione, presentata da due politici di Cossato, il Comune della provincia biellese di cui Corradino è stato sindaco, per due mandati, prima di vincere il ballottaggio per la guida di Biella, nell’estate scorsa. Secondo gli accusatori, Corradino avrebbe usato per fini privati l’auto di servizio sia quand’era sindaco di Cossato sia in questi primi mesi alla guida di Biella. Corradino non ha voluto fare alcun commento sulle notizia dell’indagine. A prendere le sue difese è il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi che ha annunciato l’intenzione di presentare, lunedì mattina, un esposto al Csm: «Sono indagini fondate sul nulla. Uno sperpero di danaro pubblico. Chi stabilisce – dice Sgarbi – quando un sindaco è in servizio e quando non lo è? Un sindaco è sempre in servizio. Pure uno studente delle elementari comprende questa differenza». Per Sgarbi si tratta di una «contestazione ridicola e contro ogni logica». In ogni caso Corradino torna di nuovo a dividere, e non solo a Biella, da poco più di un mese riconosciuta Città creativa dall’Unesco. D’altronde, alle stesse Comunali di giugno, aveva spaccato il fronte del centrodestra, con due candidati, Corradino appunto e Dario Gentile, battuto allo sprint al ballottaggio di giugno. Poi le polemiche per le ronde delle forze del’ordine ai giardini pubblici, fino al caso delle cittadinanze onorarie, quella inizialmente negata a Liliana Segre e concessa a Ezio Greggio. Un caso ampliato dal rifiuto del conduttore televisivo, per protesta contro il no alla senatrice a vita, rientrato poi per la correzione di rotta del sindaco Corradino: «Sono stato un cretino, l’ammetto – aveva detto, spiegando che il suo parere contrario era solo per come era stata formulata la mozione – però su questa vicenda è stata fatta una speculazione indegna. Una grandissima sciocchezza che è diventato un caso nazionale». Alla fine, dopo l’eliminazione di una frase, la mozione per la cittadinanza era passata e la ‘buferà si era placata. Oggi la polemica è ripresa, con un altro fronte, questa volta giudiziario. (

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