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| categoria: esteri

NUOVA GIORNATA DI SCONTRI VICINO TRIPOLI, HAFTAR PREME

– Nuova giornata di pesanti scontri intorno a Tripoli, 48 ore dopo che il maresciallo Khalifa Haftar ha annunciato «la battaglia finale» per entrare nella capitale libica, sbaragliare «traditori e terroristi», e detronizzare il suo rivale, il premier riconosciuto dall’Onu Fayez al Sarraj. La propaganda dell’uomo forte della Cirenaica nelle ultime ore ha diffuso immagini di rinforzi in arrivo a Tripoli, tra milizie di terra e veicoli corrazzati, affermando di aver preso il controllo di al-Tawghaar, a sud della capitale. L’occupazione della città è stata smentita dalle forze governative, ma entrambi gli schieramenti concordano sul fatto che la nuova offensiva di Haftar sia «diversa» rispetto a quella iniziata lo scorso aprile, e trascinatasi per otto mesi tra alti e bassi: in qualche modo, a confermare che le milizie dell’est stiano tentando il tutto per tutto per entrare nella capitale. Tanto più che Haftar sembra possa contare su un maggior sostegno da parte dei suoi sponsor, a partire dalla Russia, che avrebbe spedito sul terreno contractor per facilitare la sua avanzata. Dal fronte opposto, però, si continua a resistere, grazie ad appoggi altrettanto robusti, sulla linea Turchia-Qatar. La recrudescenza dei combattimenti ha riportato la Libia sotto i riflettori internazionali. Il dossier è stato al centro di un trilaterale Italia-Francia-Germania a margine del Consiglio europeo di Bruxelles. Giuseppe Conte, Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno lanciato l’ennesimo appello a entrambe le parti, e ai loro sostenitori, a deporre le armi. Ed anche se Roma e Parigi, di fatto, hanno fin qui condotto due partite diverse in Libia, a Bruxelles si è cercato di far fronte comune per favorire una de-escalation del conflitto, invocando un maggior coinvolgimento dell’Ue e confermando il sostegno all’azione dell’inviato dell’Onu Ghassan Salamé. Proprio la road map dell’Onu è stata la pietra angolare dell’azione dell’Italia in Libia, che vede con sempre maggiore preoccupazione il progressivo indebolimento del governo Sarraj. In giornata, tra l’altro, si è diffusa la voce di un’imminente visita in Libia, martedì, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, proprio per riprendere contatti diretti con i protagonisti libici. Indiscrezione smentita da fonti della Farnesina, che hanno specificato che «allo stato nessun impegno è stato calendarizzato»

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