| categoria: Il Commento

Ballo, sballo e non solo

 Alcol, droga e velocità, un cocktail mortale. Da Corso Francia, a  Roma, alla Valle Aurina, da Senigallia alla Sicilia, Italia sotto shock. Nelle strade muoiono come mosche. E non si riesce a fermare il massacro. Servono misure straordinarie e una terapia d’urto. Ma nessuno decide

Di Giulio Terzi

Alcol, droga e alta velocità, un cocktail devastante, un effetto killer che non perdona. L’effetto è quella lunga scia di sangue, di dolore, di polemiche ha accompagnato queste settimane di festa. Dalla Valle Aurina, a Roma, da Senigallia alla Sicilia incidenti stradali paurosi provocati da guidatori ubriachi e fuori controllo: vittime falciate come birilli, in un crescendo impressionante.  Per contare i morti non bastano le dita delle due mani, i media non parlano d’altro. Non è un fenomeno di oggi, ma orai sembra lo si scopra all’improvviso con orrore in tutta la sua drammaticità e ci si interroga. Si può fare qualcosa? Da tempo gli incidenti vedono associati quei tre elementi indicati in apertura, la sequenza di questi giorni scuote l’Italia. Gli automobilisti coinvolti sono uomini e donne, giovani e adulti, il che lascia pensare che dietro il fenomeno ci sia una realtà complessa da analizzare. L’equazione discoteca-assunzione di alcol e sostanze stupefacenti- velocità sostenuta è solo uno stereotipo? Probabilmente si, il comune denominatore di questi incidenti sembra essere il buio, la notte, quando alla scarsa percezione del rischio, del pericolo, si associano condizioni ambientali poco favorevoli. Siamo in grado di contrapporre una strategia di contrasto e di controllo che prevenga queste situazioni di alto rischio, possiamo ipotizzare campagne shock come quelle messe in atto sui pacchetti delle sigarette per i guasti provocati dal fumo? Dicono che immagini forti di incidenti stradali causati dalla guida sotto l’effetto dell’alcol, con vetture accartocciate ed i segni visibili delle tragedie sulle strade, ben in vista sulle bottiglie di vino, alcolici e lattine di birra possano servire a qualcosa. Lanciare messaggi razionali e istituzionali sulla questione è certamente positivo, ma bisogna anche considerare che oggi una parte dei giovani legge poco ed è spesso lontana dai canali di comunicazione ‘ufficiali’. Per raggiungere questa quota di ragazzi è quindi cruciale puntare su ciò che utilizzano e consumano, e le lattine di birra o le bottiglie di vino sono sicuramente tra i loro beni di consumo, provano a suggerire psicologi e psichiatri”.Un pugno nello stomaco, da far girare nelle scuole e nei luoghi di divertimento. Va infatti chiarito che assumere alcol anche in quantità ridotte può avere effetti devastanti se ci si mette alla guida di un’auto. Una proposta provocatoria? Se giovani che hanno causato incidenti perchè in stato di ebbrezza, e che oggi pagano per questo, volessero diventare i testimonial di una campagna per dire ai loro coetanei cosa ha significato per loro questa esperienza, ciò potrebbe essere un forte deterrente per molti, così come utilizzare volti vicini ai ragazzi a partire dai rapper per far passare tali messaggi. Perché è chiaro, il vero problema è che è sempre più di moda divertirsi sballandosi con sostanze ed alcol, ma sotto l’effetto dell’alcol c’è una sottovalutazione del rischio.

Bastano queste misure a invertire un trend pericoloso, devastante? Convincere e terrorizzare sono due elementi chiave di una campagna di prevenzione  che impiegano tempo a raggiungere lo scopo. E la prevenzione e il contrasto sulle strade, dentro  e fuori i locali resta la via primaria di contrasto, assieme ad una azione di repressione che deve essere necessariamente durissima. Il reato di omicidio stradale impressiona, ma chi si trova in quelle condizioni particolari è talmente alterato da ritenersi al sicuro, invincibile. Serve intervenire prima e con decisione. La polizia stradale sta implementando nei luoghi a più alto tasso di incidentalità e negli itinerari da e per i luoghi di ritrovo giovanile nuove forme di controllo con strumenti sempre più sofisticati. Serviranno? Certo è che nel paese si sta diffondendo una specie di “panico da incidente stradale”. E la percezione che morti e feriti su strada siano in clamoroso aumento si rafforza.  Gli ultimi tragici e clamorosi eventi di cronaca hanno di certo sconvolto gran parte dell’opinione pubblica, ed è comprensibile, anche se i  dati di Polizia Stradale e Carabinieri  raccontano una realtà diversa, con un calo del numero complessivo degli incidenti ( ma non dei sinistri con esito mortale). Ma questo, ovviamente, non ci consola.

 

 

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