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LA DIFESA DI TRUMP, IMPEACHMENT PER INTERFERIRE SU VOTO

 L’impeachment è un tentativo di sovvertire il risultato delle elezioni presidenziali del 2016 e interferire con quelle del 2020. I legali di Donald Trump denunciano una messa in stato di accusa «incostituzionale» che altro non fa che che violare il diritto degli americani di scegliere liberamente il proprio presidente. In sei pagine, Jay Sekulow e Pat Cipollone delineano la strategia da tenere in Senato per il processo a Trump, parlando dell’impeachment come di una «vendetta». Rincara la dose Alan Dershowitz, l’avvocato star assunto da Trump che ha tirato fuori dai guai personalità del calibro di O.J.Simpson o Claus von Bulow. «Non ci sono – dice – le basi per l’impeachment. Gli elettori, non il Senato, dovrebbero giudicare il presidente». I toni di attacco, simili a quelli usati dal tycoon, si contrappongono al minuzioso documento di 111 pagine depositato dai democratici della Camera per spiegare il perché Trump deve essere incriminato. «Il Senato deve rimuovere la minaccia alla sicurezza nazionale che Trump rappresenta» affermano i democratici, definendo il presidente il «peggiore incubo dei Padri Fondatori». Nel documento ripercorrono passo passo la telefonata del 25 luglio fra Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, quella che ha dato vita all’indagine dell’impeachment. Ma i democratici fanno riferimento anche alle ultime rivelazioni di Lev Parnas, lo stretto collaboratore di Rudolph Giuliani, secondo il quale Trump era perfettamente a conoscenza, così come gli uomini del suo entourage, del pressing su Kiev affinché avviasse e annunciasse un’indagine sui Biden. La battaglia a suon di documenti legali offre un’anticipazione dello scontro atteso in Senato, dove il processo a Trump parte ufficialmente martedì mentre il presidente sarà a Davos con l’elite mondiale, inclusa la sua nemica Greta Thundberg. Intanto, proseguono dietro le quinte le trattative per definire le regole per governare il procedimento. E le polemiche già infuriano per le presunte limitazioni ai media. Nonostante Trump abbia un ‘dream team’ legale, quasi fatto apposta per una diretta televisiva, i conservatori vogliono imporre paletti ai giornalisti, in modo, affermano i critici, da poter controllare la ‘narrativà dell’impeachment e ‘salvarè il tycoon, soprattutto nel caso in cui fossero ammessi testimoni. Proprio su quest’ultimo punto le trattative sono ancora in corso, ma i repubblicani puntano a escludere eventuali testimonianze per accorciare i tempi del procedimento e archiviarlo in pochi giorni. «Trump lo vorrebbe chiuso per lo Stato dell’Unione», afferma il senatore amico di tycoon, Lindsay Graham. Il discorso sullo Stato dell’Unione è in calendario per il 4 febbraio, il giorno dopo il voto per le primarie democratiche in Iowa. Un voto potenzialmente in grado di imprimere una svolta alla corsa dei liberal, lanciando uno degli aspiranti verso la nomination. 

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