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IBRA NON C’È E SI VEDE, IL MILAN FRENATO DAL VERONA

Il Verona frena la rincorsa del Milan, che pareggia in rimonta, non sfrutta l’ultima mezz’ora in superiorità numerica né il mezzo passo falso delle rivali in zona Europa League. L’assenza di Ibrahimovic si nota a San Siro almeno quanto il blocco del traffico anti-smog nelle strade di Milano, in un pomeriggio che comunque passerà alla storia rossonera per l’ingresso negli ultimi due minuti di Daniel Maldini, terza generazione di una dinastia iniziata con suo nonno Cesare nel 1954 e proseguita con Paolo, che in tribuna avrà sicuramente provato emozioni particolari vedendo il figlio debuttare. Dopo tre vittorie di fila, la speranza del Milan di scavalcare Cagliari e Parma (2-2 fra loro), accorciando le distanze da Atalanta (frenata dal Genoa) e Roma si è infranta contro il muro del Verona di Juric, che ha prevalso nella statistica dei pali colpiti, 2 a 1, e si conferma da prima metà della classifica. I rossoneri invece restano a -7 dalla zona Champions e il derby sarà un incrocio delicato per una squadra che punta almeno all’Europa League. Pioli conta di recuperare Ibrahimovic («Ci sono ottime possibilità»), Kjaer e altri indisponibili come Conti, fermato all’ultimo momento dall’influenza. Al suo posto Calabria, non in perfette condizioni va in affanno contro Lazovic e Zaccagni, anche in occasione del vantaggio del Verona, siglato dall’ex interista Faraoni al 13′. Tenendo il pressing alto con Pessina, Veloso e Amrabat, gli ospiti aggrediscono la partita facendo soffrire non poco il Milan, con Leao che cerca invano di imitare i movimenti di Ibrahimovic, Rebic meno ispirato del solito ed Hernandez piuttosto distratto in fase difensiva. Il pareggio arriva al 29′ con Calhanoglu che, già decisivo in coppa Italia, trova ancora il gol su punizione, complice una deviazione della barriera. Nella ripresa il Verona colpisce il palo con Pessina e Zaccagni, poi regge l’assedio dopo l’espulsione di Amrabat che, fresco di accordo con la Fiorentina per la prossima stagione, rovina una prestazione ottima con l’entrataccia su Castillejo segnalata dal Var a Chiffi. Nel convulso finale c’è spazio per un palo di Castillejo, il debutto di Saelemaekers e quello di Maldini. «Non abbiamo avuto lucidità in superiorità numerica – si rammarica Pioli -. Peccato, si poteva vincere anche in un momento di difficoltà, mancavano tanti giocatori e le fatiche di coppa Italia si sono fatte sentire». Il punto non accontenta nemmeno Juric: «Abbiamo dominato nella prima parte del primo tempo e della ripresa, abbiamo colpito due pali e creato diverse occasioni da gol. L’espulsione ha cambiato la partita».

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