| categoria: Roma e Lazio

Chiuse due discariche private, ora Roma rischia l’emergenza

Due discariche chiudono le porte e ora Roma rischia l’emergenza. Parliamo delle cave di Roccasecca, in provincia di Frosinone, e di Civitavecchia, entrambe gestite dalla Mad srl. A dare l’allerta è la stessa sindaca Virginia Raggi in una lettera inviata al ministro Sergio Costa, al prefetto Gerarda Pantalone, al governatore Zingaretti, al presidente della commissione Ecomafie Stefano Vignaroli e, per conoscenza, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La prima cittadina oltre a esprimere timore per una possibile immediata ricaduta su Roma” ha annunciato l’intenzione di sporgere al più presto denuncia contro il privato per “interruzione di pubblico servizio”. Secondo Raggi la chiusura comunicata da Mad “è stata assunta in via preventiva e in termini del tutto unilaterali e ingiustificati”. Inoltre, “per un prevedibile effetto a catena – scrive Raggi – gli impianti Tmb di  Malagrotta hanno annunciato di dover interrompere la ricezione dei  conferimenti, per mancanza di sbocchi in discarica. E, di conseguenza, Ama potrebbe subire dei rallentamenti nella raccolta”. La richiesta poi va alla Regione Lazio, perché trovi alternative con urgenza.

In realtà stavolta le due istituzioni sono allineate, perché il problema lo avrà Roma come lo avranno tutti i comuni dell’area pontina, da Frosinone a Latina, che si servono nei siti in questione. Perché al momento al Lazio resta solo una discarica, quella di Ecologia Viterbo. Dalla Pisana fanno sapere che, nonostante la situazione sia causata dal privato e la responsabilità diretta non sia delle istituzioni, si cercherà di dare una mano a Roma, magari valutando un ampliamento delle disponibilità negli impianti di Abruzzo e Marche. La ragione della chiusura? “Abbiamo dovuto necessariamente bloccare il conferimento in discarica di una tipologia di rifiuti in particolare, quella dei cosiddetti codici a specchio, questione dibattuta da anni, perché ancora il Governo non ha dato risposte su quali sono le linee guida da adottare in seguito all’ultima sentenza della Corte di Giustizia europea” spiega a RomaToday Valter Lozza, titolare della Mad ma anche della New Green Roma, azienda che sta lavorando al progetto per la contestatissima discarica a Monte Carnevale. Ieri il blitz a Roccasecca da parte dei Carabinieri della forestale per l’acquisizione della documentazione inerente la classificazione di questa tipologia di rifiuti smaltita in discarica dal 2016 a oggi.

Un intervento nell’ambito dell’inchiesta Maschera aperta nel 2018 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che vede indagato tra i 30 coinvolti lo stesso Lozza, accusato di smaltimento illegale di rifiuti. “Abbiamo una Camera di consiglio al Tribunale del Riesame il 13 febbraio” spiega ancora. “Anche per questo abbiamo preferito stoppare i conferimenti. È una decisione sofferta ma non possiamo fare diversamente. Aspettiamo di capire come dobbiamo smaltire questo tipo di rifiuti, che poi spetta agli impianti Tmb la classificazione, ma noi dobbiamo controllarla e vogliamo essere sicuri di farlo seguendo regole certe”. Dalla regione Lazio fanno sapere che da parte loro hanno già sollecitato il ministero per la redazione di un nuovo regolamento in merito. Intanto però, vicende giudiziarie a parte, Roma rischia l’ennesima emergenza rifiuti e la sindaca Raggi minaccia querele. “Su questo preferisco non commentare”. 

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