| categoria: editoriale

Da un eccesso all’altro, siamo in guerra e con poche armi

Da un eccesso all’altro, prima hanno fatto di tutto per tranquillizzare il paese, minimizzando il pericolo, ora mettono in  quarantena mezza Italia con misure drastiche mai viste. Se c’era un modo di seminare il panico ci sono riusciti. Comportamenti schizofrenici di un gruppo di apprendisti stregoni che si fanno l’esperienza del governo sulla nostra pelle? Sembra di sì. Il virus, democraticamente, non guarda in faccia nessuno prende segretari di partito, assessori, governatori, si infila dovunque. Ma nessuno spiega bene cosa sta succedendo, come si ci contagia così in fretta e cosa si prova ad avere il virus addosso. Non si spiega bene perchè alcune zone d’Italia siano sotto schiaffo e altre praticamente sembrino immuni al contagio. Nella confusione vale tutto e il contrario di tutto.  E nella confusione emergono gli errori del passato. Si è trattato il sistema sanitario nazionale come un meccanismo vecchio, improduttivo da smontare, non si sono assunti medici e infermieri, si sono chiusi ospedali per scoprire oggi che parliamo dell’unico baluardo contro la crisi e arruoliamo in fretta tutti i medici disponibili, assumiamo infermieri a raffica, coinvolgiamo malvolentieri la sanità privata, che pure nel nostro paese è solida e attrezzata. Ci hanno preso in giro come al solito e oggi chiedono aiuto a tutti, un mese fa potevamo affrontare il problema con ordine, oggi siamo alla frutta e con la sensazione di essere a un passo dalla guerra. Si poteva evitare?

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